Le regole e la Zona Grigia

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di Gaetano Megale, Independent Ethics Advisor 5 Febbraio 2018 | 05:44
Perché la Mifid 2 ha le armi spuntate nel prevenire scorrettezze

È Mifid 2. Ne vedremo l’impatto
e ne valuteremo gli esiti. Ma la
sua applicazione formale garantirà che la consulenza persegua il miglior interesse del cliente? Probabilmente no, per le stesse ragioni del fallimento della Mifid, in quanto una normativa, per quanto pervasiva e dettagliata, non potrà mai controllare i comportamenti dei consulenti con l’utente. Per esempio, chi o cosa può garantire che la proposizione dei prodotti adeguati, conformi alla regolamentazione, sia effettivamente ciò che è utile e necessario all’utente? Oltre la normativa cogente vi è una ampia Zona grigia che riguarda
i comportamenti consulenziali conformi ai principi etico- professionali. E nessuna norma cogente o norma tecnica può garantire il loro rispetto.

Anzi, addirittura le nuove norme possono fornire un comodo e inconsapevole alibi basato sulla convinzione che sia sufficiente rispettarle per fornire una consulenza di qualità. Il tema può essere meglio compreso grazie a una dissertazione del 2008 di Redhead sul pregiudizio egoistico (self-serving bias). Il meccanismo mentale genera l’effetto di autogiustificare inconsapevolmente qualsiasi comportamento mediante razionalizzazioni che preservano l’immagine etica di sé. Per disvelare ciò, è necessario misurare il proprio grado di sviluppo del ragionamento morale mediante un processo di autoconoscenza e consapevolezza dei propri meccanismi mentali. Tuttavia, questo implica in primo luogo ammettere la possibilità che il nostro comportamento possa violare i principi etici professionali che siamo certi di osservare.

Strana patologia quella che affligge l’integrità professionale: più si è convinti di agire secondo “il miglior interesse del cliente”, più è probabile che non sia così. Per comprendere al meglio come si realizza questo paradosso è consigliabile la lettura di un articolo che risale al 2003 ed è stato scritto da Banaji, Bazerman e Chugh. Il titolo è: “How (un) ethical are you?”.

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