L’era del caos creativo

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di Denis Masetti 5 Febbraio 2018 | 06:50

La normativa Mifid 2 è entrata in vigore e cominciano le prime grane. Poste Italiane si è resa conto che in alcuni uffici non c’è personale con i requisiti giusti per svolgere l’attività di consulenza finanziaria in quanto la direttiva europea impone di avere un titolo di studio adeguato (non basta la licenza media) e un livello minimo di anni di carriera. Nell’impasse si sono inventati il ”venditore mobile”, con spostamento di sede dei dipendenti e scesa in campo dei sindacati. Anche in alcune banche i dipendenti che forniscono consigli d’investimento allo sportello saranno assistiti da tutor specializzati nell’interpretazione del questionario di profilazione della clientela. Le cose si aggiusteranno certamente con un po’ di buona volontà, ma i veri effetti di disruption del settore si vedranno solo all’arrivo dei primi estratti conto con l’indicazione dei costi ben chiari per i servizi prestati. In una recente conferenza stampa Pietro Giuliani, presidente di Azimut, dichiarava con soddisfazione che i costi totali medi applicati ai loro clienti erano circa un terzo dell’utile complessivo generato per i clienti, mentre la media del settore era molto più alta e addirittura arrivava a superare l’80% per alcuni operatori. Non sarà comunque semplice da far digerire, soprattutto se i trend di mercato si confermeranno. Infatti, se il cliente dichiara nel documento di profilazione che la sua propensione al rischio è bassa e certi strumenti finanziari, come le azioni, non possono essere inseriti in portafoglio allora non restano che le obbligazioni (con la certezza di perdere nei prossimi anni visto il probabile rialzo dei tassi), o il mercato monetario, dove i tassi sono oggi già negativi. Un’opportunità può essere l’utilizzo di soluzioni strutturate di portafoglio, come le gestioni patrimoniali e le polizze vita, ma i margini per gli intermediari saranno certamente in calo. Intanto Fineco ha inaugurato l’anno con un taglio secco del 20% sulle commissioni di management fee “a la carte”. Nel caos creativo che seguirà questo è solo l’inizio.

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