Col vento in poppa

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di Denis Masetti 6 Aprile 2018 | 06:20

Non c’è Mifid 2 che tenga, la raccolta dell’industria italiana dell’asset management resta largamente positiva e i record si succedono. Dopo aver chiuso il 2017 con una raccolta di circa 100 miliardi di euro, anche i primi mesi del 2018 confermano che i flussi netti registrati dall’industria del risparmio gestito sono ampiamente positivi, superiori a quelli già buoni del 2017. I consulenti finanziari si confermano canale efficiente della raccolta e tutti sorridono felici ed entusiasti delle prospettive. I prodotti più venduti sono i cosiddetti fondi flessibili, ma anche gli obbligazionari sono molto collocati soprattutto dal sistema bancario. Qualche rischio si potrebbe percepire se i tassi dovessero crescere come sembra, ma per il momento prevale l’ottimismo. L’effetto contrazione dei margini e abbassamento dei costi di gestione, frutto della maggiore trasparenza imposta dalla normativa Mifid 2 non si è percepito. Spesso i risparmiatori vedono il presente con lo sguardo rivolto al passato e certamente i risultati del 2017 sono stati brillanti: a fronte di un misero rendimento dei titoli di Stato e degli strumenti monetari i mercati azionari hanno brillato e ciò che oggi gran parte degli investitori percepiscono è un risultato largamente positivo. Più complesso valutare cosa succederà nel futuro e allora sarà opportuno valutare gli effetti di una rivoluzione come Mifid 2 in condizioni di mercato più complesse e negative. Chi è ben consigliato non si farà sorprendere e saprà vivere le fasi del mercato con la dovuta saggezza, calma e lungimiranza. Chi è solo a decidere farà ciò che spesso succede: venderà sui ribassi e si prenderà il massimo di perdita. La consulenza e l’esperienza di un professionista sono più che mai indispensabili.

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