Il cammino dell’Ocf trova il coronamento

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino12 dicembre 2018 | 06:50

Il passaggio è epocale. A partire dal 1° dicembre 2018 ha preso avvio l’operatività dell’Albo unico dei consulenti finanziari e dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari (Ocf). Si tratta di un momento molto importante e atteso da anni da tutto il mondo dei quasi 60mila consulenti finanziari italiani, che servono oltre 4 milioni di clienti-risparmiatori e che militano sotto le insegne di diverse banchereti, da Azimut a Banca Generali, da Banca Mediolanum a Fineco. La Consob quindi si spossessa di tutte le funzioni di vigilanza finora in capo all’Authority, che passeranno in mano all’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti, che vigilerà perciò con tre sezioni apposite su tutti gli iscritti: consulenti abilitati all’offerta fuori sede, consulenti indipendenti e società di consulenza finanziaria. La Consob vigilerà sull’Organismo secondo modalità, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalità ed economicità dell’azione di controllo e con la finalità di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate da Ocf per lo svolgimento dei compiti a questo affidati. Il potere ispettiv è un potere particolarmente invasivo per i soggetti vigilati che l’Organismo userà in modo proporzionale agli interessi di vigilanza che deve perseguire. A questo scopo Ocf potrà essere affiancato e supportato dalla Guardia di Finanza, con la quale sono stati avviati i primi contatti per stipulare un protocollo di intesa; i team ispettivi verranno individuati dal responsabile dell’Ufficio Vigilanza Albo e la visita ispettiva sarà autorizzata dal segretario generale dell’Ocf sulla base delle esigenze del caso concreto. L’Organismo è un’associazione senza finalità di lucro, dotata di personalità giuridica dall’11 ottobre 2007, costituita dalle associazioni professionali rappresentative degli iscritti, che attualmente sono: Abi (Associazione bancaria italiana), Anasf (Associazione nazionale consulenti finanziari) e Assoreti (Associazione delle società per la consulenza agli investimenti).
L’Ocf, costituito il 25 luglio 2007 come “Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari”, ha avviato la sua operatività il 1° gennaio 2009 e oggi cambia ancora pelle facendosi carico delle funzioni di vigilanza. Alla presidenza di Ocf in questi undici anni di grande lavoro, contraddistinto da alti livelli di professionalità dell’intera struttura, si sono succedute due donne provenienti dalle fila della Consob, prima Giovanna Giurgola Trazza e attualmente Carla Rabitti Bedogni. E la presa in carico di un compito così delicato nei confronti del risparmiatore, come appunto l’attività di vigilanza, oltre che a coronare un percorso, giunge dopo un anno di grande crescita per il settore. Basti pensare infatti che nel 2017 le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede hanno realizzato una raccolta netta record pari a 39,2 miliardi di euro, con un aumento del 18,9% rispetto al 2016 e del 17,3% rispetto al 2015, anno in cui si era registrato il precedente valore massimo. A fine dello scorso settembre, mentre la raccolta netta era di 23,7 miliardi, il patrimonio degli italiani in mano alle banchereti valeva 531,2 miliardi con un incremento tendenziale pari al 4,7%.


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