La quiete prima della tempesta

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L’editoriale del numero di dicembre 2016 di Bluerating

Denis Masetti di Denis Masetti30 novembre 2016 | 14:49

L’anno 2016 si chiude all’insegna dell’incertezza e della volatilità dei mercati ma con la definitiva conferma del successo del risparmio gestito. La raccolta è ampiamente positiva e si indirizza verso fondi flessibili e obbligazionari internazionali high yield. Le reti di consulenti hanno continuato a macinare record e ad annunciare ottimi risultati. La crisi di credibilità delle banche si sta dimostrando un acceleratore e chi vuole sopravvivere deve cambiare modello di business verso la consulenza. Il trend è giusto e il 2017 si annuncia come un anno di importanti cambiamenti normativi e culturali. Infatti il primo gennaio 2018 entrerà in vigore la normativa comunitaria Mifid 2, che obbligherà le imprese di investimento a dichiarare preventivamente che tipo di consulenza intendono fare: se di carattere distributivo oppure fornita in modo indipendente. In ogni caso aumenterà il livello di trasparenza dei costi applicati e una serie di prescrizioni per la tutela dei clienti: dalla profilatura alla tracciabilità delle raccomandazioni che dovranno essere archiviate in modo inviolabile ed essere a disposizione delle autorità di vigilanza in caso di richiesta. Nei Paesi anglosassoni questo modello è già in vigore.

Negli Stati Uniti da oltre 40 anni i financial advisor dipendono da istituti di credito e si contrappongono ai professionisti fee-only: una figura molto evoluta che assomiglia di più a quella di un commercialista di fiducia ed è scelta dai clienti più abbienti. Nel Regno Unito la legge Retail Distribution Review è entrata in vigore nel 2013 e definisce i soggetti atti a fornire consulenza come “indipendent” o come ”restricted advisor” e in ogni caso sono pagati a parcella con la massima trasparenza. Il costo orario dell’attività di un consulente mediamente è di circa 200 euro e il primo risultato è che i piccoli risparmiatori non ricevono più consulenza personalizzata. Cosa succederà in Italia non è chiaro, ma è certo che tutti i fenomeni di evoluzione dei servizi alla clientela verranno accelerati e resi più moderni anche con l’aiuto delle tecnologie. Il gap culturale si ridurrà e i professionisti validi avranno sempre più spazio ma in un mercato sempre più selettivo.


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