Bilanci familiari, gli italiani riscoprono l’arte di arrangiarsi

A
A
A
di Amelia Zonta 13 Giugno 2014 | 09:34

La ricerca – promossa da Quixa in partnership con Rds-Radio dimensione suono – ha indagato, dal 2011 a oggi, come sono cambiati i comportamenti degli italiani

TIMIDO RITORNO DELLA FIDUCIA – Budget familiari ridotti, rassegnazione e rinunce. Ma anche ritorno di fiducia, crescita della consapevolezza e ricerca attiva di soluzioni. Questo è il ritratto degli italiani e del loro rapporto con il contesto economico, sociale, culturale e politico durante gli “anni della crisi” dal 2011 a oggi. A delinearlo è la ricerca "Stetoscopio – Il sentire degli italiani", un'indagine promossa dalla compagnia online Quixa e da Rds-Radio dimensione suono e condotta dall'istituto di ricerca Mps-Marketing problem solving, che per quattro anni ha analizzato periodicamente il vissuto degli italiani, per capire quanto e in che modo sono cambiati come cittadini e come consumatori. Dai risultati principali è emerso quanto segue: scende il potere d’acquisto e si rinuncia anche a spese fondamentali. Nel 2012 il 49% degli italiani ha visto diminuire il reddito, ma per il 2015 solo il 7% si aspetta un ulteriore riduzione. Se nel 2012 il 95% ha fatto rinunce, oggi la percentuale è scesa al percentuale è scesa all’82%.

L'ARTE DI ARRANGIARSI – Cambia la scala di valore dei consumi. Si riscoprono fai da te e acquisti sul web. Quasi l’80% degli italiani fa da solo le riparazioni di casa e adatta gli abiti per farli durare nel tempo. Oltre il 70% vede gli amici in casa e non nei locali. Il 60% ha ridotto l’uso dell’auto e quasi il 20% fa il pane e la pizza in casa. Sul web si risparmia soprattutto sui siti multimarca come Amazon (45%) e comparatori (34%), per acquisti di abbigliamento, scarpe e accessori (43%), prodotti culturali e di intrattenimento (31%), elettronica (28%), biglietti arei (18%) e new device (16%). Non c'è dubbio sul fatto che la crisi abbia toccato profondamente il portafogli degli italiani e i dati di "Stetoscopio" lo dimostrano: nel 2012 il 49% degli italiani ha dichiarato di aver visto diminuire il proprio reddito. E se la riduzione è continuata nel tempo, erodendo anno dopo anno i budget familiari, sembra però che il numero complessivo di coloro che hanno registrato e prevedono ulteriori peggioramenti economici stia diminuendo: sono scesi al 43% nel 2013, arrivati al 27% nei primi mesi del 2014 e le previsioni per il 2015 si assestano al 7%.

RINUNCE NECESSARIE – Per ovviare alle difficoltà, la prima risposta dei consumatori italiani è stata la rinuncia a molte delle spese che erano abituati a sostenere. Nel 2012 il 95% degli intervistati ha affermato di aver dovuto fare rinunce. Anche in questo caso, però, i risultati riferiti al 2014, con una percentuale pari all’82%, segnano un miglioramento. Nel tempo la scala dei valori si è modificata, portando consumi che fino a qualche mese prima erano considerati "essenziali", a diventare solo "utili" o addirittura "procrastinabili" o del tutto "accessori". Tra le cose a cui si è dovuto rinunciare ci sono anche consumi basilari come le spese mediche: originariamente considerate essenziali, tra il 2011 e il 2013 hanno perso centralità fino a essere ritenute procrastinabili. Stessa sorte è toccata ad abbigliamento e calzature.

MENO HOBBY, SALUTE AL PRIMO POSTO – Anche gli hobby sono diventati consumi del tutto accessori nel 2012, così come la cultura. I lunghi viaggi e l'aiuto domestico, nella maggioranza dei casi, sono usciti del tutto dai consumi delle famiglie. La spirale però, sembra essersi fermata. Nel primo semestre del 2014 i consumatori italiani hanno cominciato a dare nuova priorità a molti beni e servizi che erano stati messi da parte: le spese mediche sono tornate a essere considerate almeno tra i consumi utili, mentre la cultura e gli hobby hanno assunto un ruolo ancora più rilevante rispetto al 2011 e oggi sfiorano il livello di spese utili.
 
CONSUMO CONSAPEVOLE – Torna la speranza, arriva l'alternativa: consumare con consapevolezza. Uno dei motivi per cui il numero di coloro che rinunciano del tutto a determinati consumi sta diminuendo – seppur progressivamente e lentamente – è la capacità degli italiani, acquisita nel tempo, di trovare nuove tattiche per continuare a mantenersi vicini al proprio stile di vita, restando all’interno del proprio budget. Dai dati rilevati dal focus dedicato alle strategie di risparmio promosso da Quixa è emerso, innanzitutto, che in questi anni gli italiani hanno riscoperto il fai da te: tutto ciò che può essere fatto in prima persona fa risparmiare. Una delle principali aree di spesa alle quali sono state applicate strategie di questo tipo è la gestione della casa: oltre l’82% degli intervistati ha imparato a utilizzare meglio gli elettrodomestici di casa, il 79% provvede da solo alle piccole riparazioni di casa. Anche il guardaroba è gestito con più attenzione: il 79% adatta e mantiene meglio i propri vestiti e il 63% ha rinunciato alla tintoria.

VITA CASALINGA – Lo stesso vale per il tempo libero, dove gli incontri in casa hanno sostituito quelli nei locali nel 73% dei casi; d’altronde si cucina anche di più, se è vero che il 19% delle persone fa la pizza o il pane in casa. Nel campo dei trasporti, oltre la metà degli italiani (56%) ha diminuito l'utilizzo dell'auto a favore di mezzi pubblici, bicicletta o di sane passeggiate. Il 13% degli automobilisti, inoltre, ha istallato un impianto a metano per risparmiare sul carburante. L'e-commerce è uno dei canali di acquisto attraverso i quali i consumatori ritengono di poter risparmiare maggiormente. In testa alla "top 5" dei beni e servizi che i consumatori ritengono di poter acquistare online a un prezzo più vantaggioso ci sono: abbigliamento, scarpe e accessori (43%), prodotti culturali e di intrattenimento come libri, cd, dvd e giochi (31%), elettronica (28%), biglietti arei (18%) e new device come smartphone e tablet (16%). Per riuscire ad effettuare acquisti vantaggiosi, il 45% dei consumatori si rivolge a siti di vendita multimarca come Amazon o Yoox, mentre il 34% consulta comparatori di servizi e prodotti e il 22% visita direttamente i siti delle aziende che forniscono i beni da acquistare. Più indietro i siti di couponing (20%) e di catene distributive (15%).

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Investimenti, ecco come sfruttare il prossimo boom dei consumi

Investimenti, aerei: carburanti sostenibili pronti al decollo

Te la do io l’America, ora i consumatori cinesi preferiscono i brand domestici

NEWSLETTER
Iscriviti
X