Riscatto laurea, idea piace ma c’è ancora confusione

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di Luca Spoldi 19 Aprile 2019 | 16:15

Riscatto anni di laurea piace agli italiani

Con la legge 26/2019 è entrata in vigore una nuova modalità di riscatto agevolato della laurea e, secondo i risultati dell’indagine commissionata da Facile.it, sono circa 2,3 milioni gli italiani intenzionati ad approfittare di questa opportunità, pari al 60% degli aventi diritto al riscatto. Tuttavia, da l’indagine condotta da mUp Research in collaborazione con Norstat per Facile.it emerge che sono ancora molti coloro che hanno le idee confuse su modalità e costi.

Sei su dieci non sanno bene come fare

Alla domanda “le è chiaro il metodo di riscatto della laurea?” quasi 6 rispondenti su 10 ammettono infatti di avere una scarsa conoscenza della materia. Tra le aree più critiche c’è la carenza di informazioni generali sul tema del riscatto (41%), sulle procedure (31%) e sui costi (24%). I più interessati al riscatto degli anni di laurea sembrano essere i residenti nel sud e isole, dove il 70% degli aventi diritto intervistati dichiara di voler riscattare la laurea nei prossimi anni. Riguardo la fascia anagrafica, i più inclini (67%) sono i giovani tra 20 e 34 anni di età.

Riscatto totale con pagamento rateizzato

La maggior parte degli intervistati (71%) ha dichiarato di voler riscattare tutti gli anni di studio riscattabili, mentre il 25% non ha ancora deciso se procedere con un riscatto totale o parziale. Analizzando le modalità di pagamento emerge che più di 8 su 10 pagheranno il riscatto tramite la rateizzazione dell’importo prevista dalla legge, mentre il 17% ha intenzione di saldare l’importo dovuto in un’unica soluzione. Ad oggi coi precedenti sistemi solo il 12% degli aventi diritto risulta aver già riscattato gli anni del corso di studio legale. Tra chi si è astenuto, il 48% lo ha fatto per motivi economici.

Riscatto meno oneroso, ma apporto limitato

“Di certo a spingere molti a valutare l’ipotesi del riscatto della laurea sono i costi contenuti ed i benefici fiscali”, spiega Marco Bassani, titolare dell’omonimo studio di commercialisti a Milano, che però ammonisce: “Attenzione, perché se da un lato chi riscatterà potrà andare in pensione prima avendo vantaggi in termini di tempo, con le regole attuali deve altresì tenere in considerazione lo scarsissimo apporto economico che gli anni riscattati daranno alla sua pensione”.

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