Ponte Morandi un anno dopo, che è successo?

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di Luca Spoldi 13 Agosto 2019 | 12:02

Un anno dopo il crollo del Ponte Morandi

E’ passato un anno esatto dal crollo del Ponte Morandi di Genova, ma cosa è accaduto ai cittadini che in seguito a quella tragedia dello scorso agosto si sono trovati, da un giorno all’altro a non poter più entrare nella loro casa su cui, magari, gravava un mutuo? Mutui.it e Facile.it se lo sono chiesti e scoprendo dati interessanti: entro febbraio scorso erano stati indennizzati tutti gli aventi diritto, ossia gli abitanti di via Porro dal numero 5 al 16, di via del Campasso 39 e 41, come ha confermato spiega Franco Ravera, presidente del comitato Quelli del ponte Morandi. Il Decreto Genova ha previsto indennizzi allargando agli sfollati del ponte Morandi il Pris (Pogramma regionale di intervento strategico), inizialmente previsto per gli espropriati dalla gronda.

Indennizzate 260 famiglie

A essere indennizzate sono state 260 famiglie (200 proprietari residenti e 60 in affitto). Ogni proprietario ha ricevuto 2.025,50 euro di indennizzo per ogni metro quadro di casa; le voci principali che formano la cifra complessiva, segnalano Mutui.it e Facile.it, sono il risarcimento del valore venale dell’immobile (calcolato in circa 1.500 euro a metro quadro) e le spese di riacquisto degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione abitativa (circa 450 euro). A questi importi è stato aggiunto, per ogni unità abitativa, un indennizzo forfettario di importo pari a 45.000 euro secondo quanto previsto dalla legge della Regione Liguria 3 dicembre 2007 n. 39, che disciplina i Programmi regionali di intervento strategico (Pris) e un ulteriore risarcimento, di 36.000 euro, per l’improvviso sgombero.

Mercato immobiliare fiacco

Quanto al mercato immobiliare, nel primo semestre del 2018, quando il ponte era ancora in piedi, a Genova faceva capo l’1,37% delle domande di finanziamento presentate in Italia come sottolinea Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it. Nel primo semestre del 2019 il valore rilevato tramite il l’osservatorio del portale è sceso allo 0,98% e non si può escludere che un calo di questo tipo possa anche essere stato generato dall’incertezza che il crollo del ponte ha diffuso in merito all’opportunità di un investimento nella città della Lanterna. Nell’ultimo periodo, però, si assiste ad una leggera inversione di tendenza e questo fa ben sperare.

12 banche hanno siglato accordo su mutui

A concedere mutui agli sfollati del Polcevera sono state 12 banche, che hanno firmato l’accordo quadro tra Abi Liguria e associazioni dei consumatori, accordo che prevede la sospensione delle rate dei mutui e di eventuali prestiti personali non solo ai danneggiati residenti o lavoratori nella cosiddetta “zona rossa” o aree limitrofe, ma anche tutti coloro che a causa del crollo hanno perso il posto di lavoro o lo hanno dovuto sospendere per almeno 30 giorni. Le banche aderenti sono state Banca Carige; Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori; Banca di credito cooperativo di Cherasco; Banca Passadore; Popolare Sondrio; Banco di Desio e della Brianza; Banco di Sardegna; la sede italiana della Barclays Bank; Intesa Sanpaolo; Ubi Banca; Unicredit e Unipol Banca.

Anche Ania ha trovato accordo con consumatori

Note positive, infine, arrivano anche dal ramo assicurativo visto che Ania ha tenuto fede a quanto garantito firmando, a febbraio 2019, un protocollo con le associazioni dei consumatori. Tra i benefici previsti dal documento, la proroga dei termini per il pagamento dei premi o delle rate di premio di tutte le polizze in essere se l’assicurato coincide con chi ha subito il danno. L’intesa garantisce inoltre che, in caso di sospensione del pagamento delle rate del mutuo, l’abbinata polizza assicurativa sulla vita verrà gratuitamente estesa fino alla nuova scadenza del mutuo e che in caso di mutui estinti verrà restituita agli assicurati la quota di premio sulle polizze abbinate versata e non goduta.

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