Previdenza, come evitare lo “scalone” dopo Quota 100

A
A
A
di Luca Spoldi 24 Febbraio 2020 | 17:17

Quota 100 incompleta e dispendiosa

Quota 100? Una misura incompleta e dispendiosa, bocciata senza appello da molti tra i più importanti esperti previdenziali italiani (ma molto apprezzata dalle banche, che anche grazie ad essa hanno annunciato in questi mesi ulteriori esuberi da gestir proprio tramite prepensionamenti). Il problema è che nel 2021, quando scadrà la misura, e il 2022 (in assenza di qualsiasi altra misura) si creerebbe uno “scalone” di ben 5 anni per maturare il diritto all’accesso alla pensione.

Difficile che si possa varare Quota 82

Difficile secondo molti poter sostituire Quota 100 con Quota 82 come vorrebbero i sindacati (consentendo dunque l’accesso alla pensione a chi ha almeno 62 anni con 20 anni di contributi), dato che la misura, a sua volta dispendiosa, rischia di mettere in crisi la stabilità dei conti pubblici aumentando nuovamente il deficit e il debito e per questo difficilmente riceverebbe il necessario via libera dall’Unione europea.

Tre soluzioni possibili dal 2022

Secondo Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, a questo punto non resterebbero che tre soluzioni. La prima, procedere alla totale equiparazione delle regole e delle tutele per chi, avendo iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996, si vedrà pagare una pensione su base interamente contributiva. Dato che le pensioni rischierebbero di essere molto basse, occorrerebbe istituire da subito un fondo pensione ad hoc da finanziare con 500 milioni di euro l’anno.

Occorre bilanciare costi con tutele

La seconda consisterebbe nel bloccare in via definitiva l’adeguamento del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata con le variazioni delle speranze di vita, come già fatto nel 2019, prevedendo sconti per lavoratori precoci e lavoratrici madri. La terza e ultima proposta prevederebbe l’utilizzo dei fondi esubero per lavoratori con problemi che necessitano di una maggior tutela, eventualmente reintroducendo alcune misure di flessibilità previste originariamente dalla riforma previdenziale Dini-Treu come Quota 102 (in pensione con 64 anni di età e 38 anni ci contributi versati). Il governo prenderà in considerazione una o più di queste alternative?

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banche e pensioni: le prospettive di Sileoni

Sistema previdenziale italiano insostenibile (con o senza Covid)

Pensioni in Italia, un quadro tragico

NEWSLETTER
Iscriviti
X