Covid-19: tutto sulle multe a chi esce senza motivi validi

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di Luca Spoldi 27 Marzo 2020 | 15:34

Si esce solo per motivi comprovati

Il persistere dell’espansione dell’epidemia di Covid-19 ha portato il governo a inasprire, modificandole, le sanzioni per chi esce di casa senza comprovati motivi di lavoro, gravi e improrogabili necessità (ad esempio la spesa alimentare) o motivi di salute. Motivi che devono essere attestati tramite compilazione dell’apposito modulo (più volte cambiato in questi giorni) o rendendo dichiarazioni alle forze dell’ordine in caso di controllo.

Dal 25 marzo multe da 400 a 3.000 euro

Se fino al 25 marzo veniva applicato l’articolo 650 del Codice Penale (206 euro di ammenda e fino a 3 mesi di reclusione), da mercoledì scorso sono applicate sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 400 euro a un massimo di 3.000 euro. Le sanzioni sono collegate a provvedimenti della durata di 30 giorni che però potranno essere reiterati sino alla scadenza ultima del 31 luglio. Nel concreto le forze dell’ordine potranno emettere un verbale comminando la sanzione.

Multa cala a 280 euro se pagata entro 30 giorni

Essa potrà essere pagata in misura ridotta di 400 euro entro 60 giorni dalla data di emissione del verbale, ovvero decurtata del 30% (e quindi nella misura di 280 euro) se il pagamento viene effettuato entro 30 giorni. In questo caso l’attestazione (quietanza) di pagamento andrà portata in Questura per farla visionare sempre entro il termine di 60 giorni. Alternativamente entro 30 giorni si può presentare ricorso facendo pervenire all’autorità competente (il Prefetto) scritti difensivi e documenti e chiedendo di essere sentiti.

Ricorsi al Prefetto entro 30 giorni

Il Prefetto potrà tuttavia anche decidere di ritenere il ricorso infondato e determinare la somma e le spese da pagare, oppure archiviare l’atto facendo decadere la sanzione (principio del silenzio assenso). Se poi il mancato rispetto delle misure urgenti per fronteggiare l’epidemia di Covid-19 (in particolare il rimanere presso il proprio domicilio attuale) avviene mediante l’uso di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo e dunque da un minimo di 533 euro a un massimo di 4.000 euro, fermo restando la possibilità, entro i termini sopra ricordati, di presentare ricorso al Prefetto competente.

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