Rc Auto, dopo cali di marzo e aprile le tariffe risaliranno?

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di Luca Spoldi 5 Maggio 2020 | 10:46

Rc Auto, le compagnie hanno risparmiato

Col lockdown le compagnie assicurative hanno risparmiato, secondo una simulazione condotta da Sna – Sindacato nazionale agenti assicurativi, fino a 25 milioni di euro al giorno sui danni auto, visto che di auto ne sono circolate ben poche in questi ultimi due mesi. In particolare UnipolSai, principale compagnia italiana sul segmento Motor, avrebbe registrato benefici superiori ai 6 milioni di euro al giorno, Generali attorno ai 3 milioni e Cattolica Assicurazioni circa 1,7 milioni.

Solo due hanno pensato a un ristoro parziale

Non aver utilizzato la propria vettura non ha generato automaticamente alcuni rimborso, anche se due compagnie (UnipolSai e Reale Group) hanno autonomamente previsto la restituzione del costo di un mese di polizza. Ora con l’avvio della “fase 2” e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti dovranno rinnovare l’RC auto, ma non è detto che siano rose e fiori per tutti.

Tariffe calate in marzo e aprile

La buona notizia, secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, è che le tariffe stanno calando e dopo il -8,05% su base annua segnato a marzo 2020, anche in aprile sarebbero scese del 15%, sempre su base annua. In valori assoluti significa che, il mese scorso, per assicurare un veicolo a quattro ruote per i successivi 12 mesi sono occorsi in media 463,74 euro, ossia 82 euro in meno rispetto a quanto costava nell’aprile 2019.

Con la fase 2 c’è rischio rialzo costi

La cattiva è che il trend potrebbe invertirsi data l’interruzione graduale della quarantena e contemporaneamente i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico che potrebbe far aumentare significativamente il numero delle auto in circolazione e con esso quello dei sinistri. Come dire che chi può è meglio rinnovi ora piuttosto che attendere troppo. Curiosamente, dato che il lockdown ha riguardato tutta Italia, i dati di Facile.it mostrano come vi siano stati sì cali a doppia cifra in tutte le regioni, ma con un’ampia forbice compresa tra il -20,98% rilevato in Toscana e il -10,95% in Basilicata.

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