Nuovi Pir per indirizzare risparmio privato verso economia reale

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di Luca Spoldi 15 Maggio 2020 | 11:12

Risparmio privato per le piccole imprese

Canalizzare il risparmio privato verso l’economia reale per sostenere la ripresa. E’ uno degli obiettivi che il governo Conte pare essersi posto, probabilmente anche nel tentativo di evitare di dover ricorrere a prelievi forzosi di tipo patrimoniale.

Nasce una nuova classe di Pir

Col Decreto Rilancio vengono così rafforzati i Piani individuali di risparmio (Pir), ossia quei fondi che investono in titoli di società italiane (o europee ma con sede stabile in italia) che non siano presenti negli indici Ftse Mib e Ftse Mid Cap, introducendo una nuova categoria pensata per la clientela “affluent”.

Investimenti in equity e debito

I nuovi Pir potranno ora investire, in via diretta o indiretta (tramite Oicr), sia in capitale di rischio sia in debito, anche non negoziati su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione, per oltre il 70% del valore complessivo del Pir e per almeno i due terzi dell’anno.

Nuovi Pir pensati per clientela affluent

Dal lato dei sottoscrittori, i limiti dei nuovi Pir sono stati elevati a 150.000 euro all’anno e a 1.500.000 euro nell’intero arco temporale. Sia i 150.000 euro (singoli) che i 1.500.000 euro (complessivi) usufruiranno della tipica detassazione dei Pir. Aggiornato infine il principio dell’unicità del Pir: ora una stessa persona fisica potrà sottoscriverne sia uno “ordinario” sia uno dei nuovi Pir “affluent”.

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