Family Act, cambiano le norme sui figli a carico

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di Luca Spoldi 12 Giugno 2020 | 17:47

Arriva l’assegno universale familiare

Family Act in arrivo: col varo del Ddl da parte del Consiglio dei ministri di ieri, il governo ha messo in moto la macchina per arrivare all’istituzione dell’assegno universale mensile per le famiglie con figli a carico. Non affrettatevi però a chiederlo: il governo avrà infatti tempo sino al 30 novembre per adottare il relativo decreto legislativo per istituire l’assegno universale e riordinare parallelamente tutte le misure di sostegno economico per i figli a carico finora in vigore.

Assegno mensile per figli fino a 18 anni

Si tratta dunque di un “do ut des”. Il nuovo assegno verrà dato, con cadenza mensile, a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico di età dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età. Faranno eccezione degli eventuali figli disabili per i quali non ci saranno limiti d’età. In ogni caso dopo il diciottesimo anno d’età al posto di un assegno sarà riconosciuto un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione.

In cambio abolite attuali detrazioni, assegni e bonus

L’assegno sarà calcolato partendo da una quota base per tutte le famiglie con un figlio, più una parte variabile in base allo scaglione delll’indicatore Isee di ciascun nucleo famigliare. In caso di due o più figli l’importo sarà maggiorato del 20%. In cambio verranno abrogate tutte le attuali prestazioni per la famiglia, con un risparmio di circa 16 miliardi tra detrazioni, assegni e bonus.

Contributi per asili e materne, nuovi congedi parentali

Oltre all’assegno universale sono previsti anche un contributo a copertura delle rette di asili nido e scuole materne, fino al 100%, e un assegno di natalità. Cambiano anche i congedi parentali: il diritto al congedo varrà a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore e il periodo minimo sarà di 2 mesi, non cedibili all’altro genitore, per ciascun figlio. I padri lavoratori, in particolare, avranno un congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi nei primi mesi di nascita del figlio.

Permessi retribuiti e indennità integrativa per le madri

Previsto anche un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico, per poter partecipare ai colloqui coi professori dei figli e l’introduzione di modalità flessibili nella gestione dei congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e nell’ambito della relativa competenza (con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore specifico). Al rientro dal congedo obbligatorio le madri lavoratrici riceveranno un’indennità integrativa della retribuzione erogata dall’Inps.

Baby sitter detraibili, sostegni a startup femminili

Arriveranno inoltre la deducibilità delle spese per le baby-sitter (sempre in base all’Isee) la modulazione graduale della retribuzione percepita dalla lavoratrice nei giorni di astensione in caso di malattia del figlio, forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile e il riconoscimento del lavoro agile per i genitori di figli con età inferiore a 14 anni. Una quota del Fondo di garanzia per le Pmi sarà riservata a incentivare l’avvio delle nuove start up femminili e il loro accompagnamento per i primi due anni di attività.

Anche le spese per l’università si potranno detrarre

Ultimo ma non meno importante capitolo: le spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, saranno detraibili così come le spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario. Previste infine agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa nel caso di giovani coppie composte da partner under 35enni.

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