Cassa integrazione, sindacati e consulenti criticano l’Inps

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di Luca Spoldi 18 Giugno 2020 | 17:59

Cassa integrazione, i numeri non tornano

Cassa integrazione, sempre lei. Secondo l’Inps sarebbero 562 mila ma i sindacati ribattono: sono quasi un milione. Che cosa? Le domanda di cassa integrazione avanzate dalle aziende italiane ma tuttora giacenti, ossia non divenute effettive. Di queste circa 220 mila riguarderebbero la cassa integrazione in deroga, mentre 123 mila lavoratori non hanno proprio ricevuto neppure un assegno da quando è scattata l’emergenza, a fine febbraio.

I dubbi dei sindacati

Perché secondo i sindacati i conti non tornano (in peggio)? Perché i dati pubblicati dall’Inps si riferiscono ai modelli sr41 presentati dalle aziende, ma molte imprese ancora debbono inviarli pur avendo prenotato le risorse per la cassa integrazione guadagni. Il rischio, come già visto per molti altri provvedimenti “d’urgenza” presi dal governo Conte in questi mesi, è che la platea dei richiedenti sia più elevata del previsto e le risorse possano terminare prima di essere distribuite a tutti.

I fondi rischierebbero di esaurirsi

Sarebbe il caso, in particolare, della cassa integrazione in deroga (che i sindacati sospettano poter aver già esaurito i fondi per alcune regioni come Lazio e Campania). Ma anche il fondo del Fis che eroga l’assegno ordinario e fino a inizio febbraio poteva vantare su 1,6 miliardi di euro disponibili, rischierebbe di vedere in gran parte intaccate le proprie dotazioni.

Anche i consulenti del lavoro sono critici

L’Inps, da mesi in difficoltà, si difende: nelle prime due settimane di giugno sarebbero state completate le procedure di liquidazione per quasi 630 mila domande su poco meno di 900 mila avanzate. Numeri che però non convincono neppure i consulenti del lavoro italiani che come i sindacati temono che la platea dei richiedenti gli aiuti previsti dai decreti emergenziali sia molto più vasta dei numeri ufficiali. Col rischio che se non si sbloccherà la vicenda l’estate in arrivo si riveli davvero “bollente”, non solo dal punto di vista meteorologico.

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