Ristrutturare casa: meglio un mutuo o un prestito?

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di Redazione 21 Aprile 2017 | 14:54

Secondo l’analisi di Mutui.it e Facile.it, richiedere un mutuo per ristrutturare casa ha il lato positivo di costare meno rispetto ad un prestito. I tassi variano all’1,5 di un mutuo a tasso variabile al 2,20% di uno a tasso fisso, contro un 5% circa per i prestiti.

Ma quali sono le conseguenze? Prima di tutto, concedere un mutuo per la banca è un onere molto superiore rispetto a quello della concessione di un prestito; ragion per cui, chi vuole accendere un mutuo deve prepararsi a chiedere fondi non inferiori ai 30 mila euro, e ad un tempo di ammortamento di non meno di dieci anni. Il mutuo è quindi adatto per chi debba svolgere lavori di una certa entità, e abbia una disponibilità economica scarsa, adatta a trovare positivo un tempo di rimborso piuttosto lungo. I mutui così ottenuti, nella maggior parte dei casi, copriranno almeno l’80% delle spese, anche se esistono opzioni che consentono di finanziare la spesa per intero.

Chi invece deve operare interventi di minore entità può optare per il prestito, che, come detto, ha tassi più elevati, ma anche tempi di rimborso minori e maggiore disponibilità a elargire piccole somme. Anche i requisiti per un prestito sono di conseguenza meno impegnativi che per la richiesta di un mutuo: basterà corredare la domanda con documento di identità, codice fiscale e documento che attesta il reddito, sapendo di poterlo incassare, in certi casi, anche nel giro di un solo giorno, e con spese molto minori. In ogni caso, comunque, la banca o la finanziaria erogatrice vorrà probabilmente saperne di più sulla tipologia dei lavori da eseguire, e potrebbe addirittura richiedere una polizza assicurativa contro i rischi relativi all’intervento da compiere.

A rendere interessante la possibilità di farsi finanziare le migliorie domestiche, che in effetti sono tra le prime motivazioni per la richiesta di un mutuo o prestito, c’è la possibilità di detrarre le spese in sede di dichiarazione dei redditi. Possibilità che viene data da qualche anno e che anche per il 2017 è stata confermata. Da sottolineare il fatto che per i mutui esistono appositi sgravi fiscali che consentono anche di detrarre gli interessi passivi, ma in ogni caso i bonus 2017 permettono la detrazione in generale delle spese sostenute per i lavori, quindi anche contrarre un prestito diventa un’opzione fiscalmente allettante, benché non direttamente detraibile.

In particolare, il bonus ristrutturazioni 2017 permette di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per interventi di recupero realizzati su parti comuni di condomini o su unità abitative singole di qualsiasi categoria catastale e sulle relative pertinenze, fino ad un tetto massimo di 96 mila euro. Nel 730 queste spese andranno indicate nei righi E41/E53, quadro E, sezione IIIA e IIIB.

Anche per la riqualificazione energetica il bonus è stato riconfermato (Ecobonus 2017): compilando la dichiarazione dei redditi si potrà detrarre dall’Irpef il 65% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico della propria casa, oltre che per l’installazione di sistemi di domotica e controllo dei consumi.

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