Bonus assunzioni: 20% revocati dopo i controlli

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di Redazione 31 Marzo 2016 | 07:17

Si tratta a quanto pare di una pratica piuttosto diffusa: su 338 aziende controllate ben 64 sono risultate irregolari

La pratica sta diventando abbastanza comune: falsi contratti a tempo indeterminato per ottenere il bonus assunzioni.

BONUS – Su 338 aziende controllate ben 64 sono infatti risultate irregolari, quindi ben il 20%. A queste il ministero del Lavoro ha ovviamente revocato in via immediata il bonus assunzioni. Ma gli imprenditori che hanno inscenato finte assunzioni stabili per ottenere le agevolazioni saranno anche denunciati alla procura per truffa ai danni dello Stato.

COME FUNZIONANO LE TRUFFE – Nella maggior parte dei casi si tratta di ex dipendenti licenziati e poi riassunti dopo sei mesi. Ad insospettire il governo, costringendolo ai controlli, è stato il grande ricorso al bonus assunzioni che, nel 2015, ha comportato un esborso pari a mezzo milione in più di quanto previsto dalla legge di Stabilità 2015. Come funziona la truffa? Le dinamiche seguono due schemi:

1. Nel primo l’azienda A, che ha in appalto dei servizi di un’altra società, supponiamo la cooperativa B, si fa cessare l’appalto. I lavoratori licenziati dalla coop in realtà proseguono l’attività per l’azienda A con un contratto di somministrazione di almeno sei mesi al termine del quale la stessa società A li assume direttamente col contratto a tutele crescenti usufruendo del bonus.

2. Nel secondo caso invece l’azienda licenzia i dipendenti per poi riaprire con il nome di un diverso titolare ma nella stessa sede e con gli stessi mezzi e macchinari ottenendo così i contributi Inps.

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