Il cliente che surroga spesso il mutuo non piace alle banche

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di Marco Muffato 23 Ottobre 2015 | 12:28

Il sottoscrittore può surrogare il mutuo più volte in cerca di migliori condizioni ma l’esperienza insegna che le banche tendono a non concedere il prestito a questo tipo di richiedenti perché non rientrerebbero dei costi. Molto meglio rinegoziare con il proprio istituto

 
Domanda. Ho surrogato il mio mutuo sulla casa già una volta, ora che i prestiti a tasso fisso sono ulteriormente calati sto valutando se cambiare ancora banca. Un amico mi ha messo in guardia da questa volubilità, che le banche possono giudicare male, suggerendomi di tentare prima una rinegoziazione col mio istituto attuale. Ha ragione?
 
Risposta. Il suo amico non ha tutti i torti. Se è vero che non esiste un limite al numero di volte cui un mutuo può essere surrogato, esiste però una logica che le banche seguono nella valutazione del cliente che chiede un mutuo surrogandone uno acceso altrove. La surroga, infatti, non prevede alcuna spesa per il cliente ma la banca che lo acquisisce sostiene i costi di istruttoria assieme a tutti quelli relativi alla gestione dell'erogazione del credito erogato. Costi che non si riesce a recuperare se il cliente va via dopo poco tempo. E' quindi naturale che un istituto di credito non veda di buon occhio l'acquisizione di un mutuatario “infedele recidivo” e possa tendere a non concedere il prestito a tale tipologia di richiedenti. E' molto più pratico rinnovare le condizioni con il proprio attuale istituto di credito, quindi, per riservarsi eventuali future surroghe in caso di necessità.
 
Sportello Credito, Risparmio & Assicurazioni è una rubrica riservata alle domande dei lettori in materia di investimenti finanziari, servizi bancari e assicurativi. Le domande vanno inoltrate al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]
 

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