Stop alle vecchie caldaie, ecco cosa cambia

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di Redazione 29 Settembre 2015 | 06:58

Anche l’Italia è dunque chiamata ad uniformarsi alle Direttive Europee sul risparmio energetico


Nuove regole dalle Ue in materia di caldaie. Da sabato 26 settembre anche l’Italia è infatti chiamata a uniformarsi alle direttive europee sul risparmio energetico sostituendo gradualmente vecchie caldaie tradizionali e scaldabagni con nuovi modelli, in grado di garantire bassi consumi e maggiore rispetto per l’ambiente. 
 
ECO DESIGN – Come già avvenuto per altri elettrodomestici, come frigoriferi e lavatrici, anche per le caldaie diventa obbligatoria l’etichetta con indicata la classe energetica di appartenenza, nel pieno rispetto della normativa “eco-design” prevista dall’Unione Europea. Le nuove caldaie verranno classificate con un simbolo che varia da A+ a G per gli impianti adibiti al riscaldamento, e da A a G per quelli destinati alla produzione di acqua calda sanitaria. Una volta terminati gli stock di magazzino, dunque, i rivenditori dovranno proporre solo modelli a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi muniti di etichetta energetica.
 
IL RISPARMIO – Le nuove caldaie consentiranno un notevole risparmio economico alle famiglie ed una importante riduzione di emissioni di gas e sostanze nocive nell’ambiente, con un rendimento vicino al  100% contro il 92% dei vecchi modelli. Secondo una stima dell’EEB le nuove norme porteranno ad un risparmio di 56 milioni di tonnellate di petrolio all’anno e alla creazione di 238.000 posti di lavoro in aziende che hanno deciso di investire sull’innovazione.

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