Donazioni in denaro, ecco quali regole bisogna seguire

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di Andrea Barzagni 12 Giugno 2015 | 09:27

Le donazioni in denaro sono dei veri e propri contratti anche quando coinvolgono dei familiari. Ecco tutto quello che dovete sapere al riguardo

Le donazioni in denaro consistono un in vero e proprio contratto tra il donante, ovvero colui che dona, e il donatario, cioè colui che riceve la somma. Analogamente ai prestiti personali tra familiari che devono essere dichiarati all’Agenzia delle Entrate, anche la donazione in denaro va formalizzata, in questo caso alla presenza di un notaio e di due testimoni, i quali non devono avere alcuna parentela con donante e donatario.

DONAZIONE MANUALE – Unico contratto di donazione che non deve per forza essere comprovato da un atto pubblico è la cosiddetta “donazione manuale”, ovvero relativa ad importi contenuti. Per stabilire se una donazione rientra o meno in questa categoria ci si basa sulle condizioni economiche del donante: in sostanza, più si è ricchi, più “regali” si potranno fare.

DONANTE E DONATARIO – Il donante deve ovviamente essere nel pieno delle proprie facoltà mentali al momento di predisporre la donazione e deve quindi poter amministrare i propri bene autonomamente. Le legge, infatti, vieta tale pratica a soggetti incapaci di intendere e di volere, anche se per mezzo del loro tutore legale. Possono invece donare le persone giuridiche, sia private che pubbliche.
È possibile effettuare una donazione a beneficio di un figlio non ancora nato, ad esempio, mentre è necessario che il bene mobile o immobile che si intende donare sia già in possesso del donante al momento della sottoscrizione del contratto.

REVOCA DELLA DONAZIONE – Una volta predisposta una donazione non è possibile tornare indietro, eccezion fatta per le seguenti motivazioni:
1.    INGRATITUDINE, che si verifica nella misura in cui il donatario commette un reato grave nei confronti del donante;
2.    SOPRAVVIVENZA DEI FIGLI, ovvero se la donazione rischia di togliere alla prole del donante la possibilità di una vita dignitosa;
3.    ACCORDO tra donante e donatario nel revocare la donazione.

TIPOLOGIE DI DONAZIONE – Esistono diversi tipi di donazione, a seconda delle motivazioni che spingono al gesto:
•    REMUNERATORIA: il donante sceglie di donare per sdebitarsi, consapevole di aver ricevuto una beneficio e animato dal desiderio di ripagarlo in qualche modo. La donazione remuneratoria va accompagnata da un atto pubblico formalizzato da un notaio alla presenza di due testimoni.
•    IN RIGUARDO DI MATRIMONIO: come dice il nome, si tratta di una donazione effettuata in vista di un futuro matrimonio. È l’unico caso in cui la donazione non deve essere formalmente accettata dal donatario, ma viene revocata automaticamente in caso di mancate nozze.
•    MODALE: una donazione si definisce modale quando soggetta ad una condizione, come ad esempio l’obbligo di devolvere una parte della cifra ricevuta in beneficienza o di assistere il donante finché questi è in vita.
•    INDIRETTA: pur trattandosi di fatto di una donazione, il passaggio avviene tramite altre tipologie di contratto. Rientrano questa categoria le vendite a prezzo minimo o, ad esempio, i genitori che estinguono un debito del figlio senza chiedere nulla in cambio.

IMPOSTE – I contratti di donazione non sono esenti da tasse. Queste vengono calcolate in base al rapporto di parentela che intercorre tra i soggetti coinvolti e di una franchigia oltre la quale la somma diventa tassabile.

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