Assegni, i pro e i contro della clausola “salvo buon fine”

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di Marco Muffato 15 Maggio 2015 | 08:14

Non tutti sanno che in filiale si può negoziare un assegno anche con la clausola “al dopo incasso” che permette di evitare i rischi di usare subito la somma accreditata e di vederla poi stornata per il mancato pagamento del titolo


DOMANDA. Ho versato un assegno sul conto corrente ma dopo due settimane mi è stato comunicato il mancato pagamento. La banca mi ha fatto usare la somma accreditata ma gli addetti dicono che il rischio era a mio carico. Cosa posso fare?
A.B., Lecce

RISPOSTA. Il lettore ha fatto negoziare il titolo “salvo buon fine” e in questo caso non ci sono possibilità di rivalsa. Un assegno, infatti, può essere negoziato con la comune modalità “salvo buon fine”, che vede la somma immediatamente accreditata ma resa effettivamente disponibile soltanto dopo che il titolo sia stato poi pagato. Questa modalità rende in sostanza l'operazione di incasso dell'assegno una operazione di finanziamento in quanto la banca accredita l'importo con riserva di storno nel caso in cui il pagamento non avvenga. Esiste però una differente modalità per incassare un assegno tramite accredito sul proprio conto corrente senza correre rischi connessi , ed è costituita dal poco comune “al dopo incasso”, col quale la banca negoziatrice effettua l'accredito dell'importo soltanto dopo averlo materialmente incassato. Bisognerebbe adottare questa modalità per essere sicuri, ma la quasi totalità dei clienti nemmeno ne viene messa a conoscenza.

Sportello Credito, Risparmio & Assicurazioni è una rubrica riservata alle domande dei lettori in materia di investimenti finanziari, servizi bancari e assicurativi. Le domande vanno inoltrate al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

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