L’università italiana è tra le più care d’Europa. Bologna la più economica

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di Redazione 27 Febbraio 2015 | 08:09

Secondo i dati Ocse e Federconsumatori le spese di studio nel nostro Paese sono sempre più alte

Quanto costa studiare in Italia? Tanto. Nel suo ultimo “Education at Glance”, riporta Il Sole 24 Ore, l'Ocse classifica i sistemi universitari secondo un rapporto qualità-prezzo tra rette e servizi offerti. E l’Italia è tra le più costose d’Europa.

MEDIE EUROPEE – La media nazionale delle tasse universitarie negli atenei pubblici si aggira sui 1.200 euro. Contributi più onerosi sono richiesti solo nei college inglesi – picchi di 9mila sterline per un “bachelor”, la nostra laurea triennale – e Paesi Bassi (1.906 euro). Peccato che l'Inghilterra goda della vicinanza della Scozia, dove l'università è gratis per i cittadini Ue. E l'Olanda si rifà del caro rette con un sistema che rientra nella fascia Ocse numero 2, quella dei paesi con “tasse alte ma reti di supporto per gli studenti ben sviluppate”.

NORD PIU’ COSTOSO – Secondo l'ultimo Rapporto nazionale Federconsumatori sui costi degli atenei italiani, le rette delle università pubbliche nell'anno accademico 2014-2015 hanno visto un aumento dell'1,2% rispetto al 2013-2014. E la laurea costa di più al Nord. Nel Settentrione le rette di partenza superano del 12,89% quelle degli atenei del Sud e del 12,23% la media nazionale. Per capirsi: le rette degli atenei pubblici in Lombardia oscillano da minimi di 625,2 euro annui per le prime fasce a un picco di 3.511 euro per la fascia massima. In Puglia la forbice si restringe da 500,98 euro a 1.211,17 euro, in Sicilia a 540-1747,25 euro, in Campania a circa 570-1671,75 euro.

BOLOGNA ECONOMICA – Quanto costa studiare nei grandi poli universitari, quelli inclusi nella categoria Censis dei “Mega Atenei” (dai 40mila studenti in su, ndr)? La scelta più accessibile è l'Alma Mater di Bologna: le rette di un'università da 77.212 studenti (anno accademico 2013-2014) spaziano dai 162 euro della prima fascia ai 1.681,64 euro della fascia massima. Vola più alto la Statale di Milano (60.236 studenti), eletta università più cara dell'anno da Federconsumatori nel 2013: da un minimo di 751,50 euro al picco di 3.389 euro che si registra nella fascia massima. La Sapienza, ateneo più popolato d'Italia con i suoi 104.344 studenti nello scorso anno accademico, si colloca nel mezzo con una forbice dai 597 euro ai 3.033,5 euro.

UNIVERSITA’ PRIVATE – Nelle università private, l'asticella si alza fino a picchi di più di 11mila euro. All'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano l'importo è determinato in parte dal “calcolo del reddito equivalente” e in parte da un contributo fisso che varia a seconda della facoltà (ad esempio poco più di 3.200 euro per gli studenti in corso di Economia). Alla Bocconi di Milano, il primo anno del corso di laurea prevede quattro fasce di contribuzione tarate sulla condizione economico-patrimoniale dello studente: da un minimo di 4.991 euro a un massimo di 11.156 euro.

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