Portabilità del conto corrente, la norma c’è ma manca un decreto

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di Marco Muffato 8 Gennaio 2016 | 07:00

Un lettore domanda se la portabilità del conto corrente si sia rivelata solo un annuncio senza tradursi in una vera e propria norma. Invece la norma c’è ma manca il previsto decreto che doveva stabilire l’entità degli indennizzi e costringere le banche ad adeguarsi entro tre mesi

Domanda. La portabilità obbligatoria del conto corrente entro dodici giorni al massimo è una vera e propria legge oppure è uno dei soliti annunci cui non seguono i fatti?
F.A., Bologna
 
Risposta. E' un reale provvedimento normativo, inserito nella medesima legge che obbliga la trasformazione in società per azioni delle banche popolari più grandi. Si tratta, cioè della Legge 24 marzo 2015, numero 33 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2015, numero 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti. La portabilità dei conti correnti e dei depositi titoli, deve avvenire entro dodici giorni, deve essere gratuita e sono previste multe da 5.160 euro a 64.555 euro per chi svolge "funzioni di amministrazione o di direzione, nonché dei dipendenti" degli intermediari che risultino essere stati inadempienti. La norma prevedeva anche che un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentita Bankitalia, avrebbe dovuto stabilire entro quattro mesi l'entità degli indennizzi con le banche che avrebbero dovuto adeguarsi entro tre mesi. Il decreto, però, non è ancora stato emanato.
 
Sportello Credito, Risparmio & Assicurazioni è una rubrica riservata alle domande dei lettori in materia di investimenti finanziari, servizi bancari e assicurativi. Le domande vanno inoltrate al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

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