Come costruire una rendita vitalizia di 223 euro netti al mese

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di Redazione 29 Ottobre 2014 | 10:14

Oppure si potrebbe accantonare un capitale di 26.163 euro, utile per pagare il corso di studi universitari.

Pensioni cercasi. In periodo di crisi probabilmente le rendite pensionistiche per i più giovani resteranno un’utopia. Progetica, società di consulenza specializzata, ha provato quindi a fare i conti su un risparmio paziente grazie a uno dei migliori alleati a nostra disposizione per occuparci di previdenza: il tempo.

I DUE CASI – Il Corriere.it riporta i due casi. Nel primo si ipotizza che un genitore voglia accantonare un capitale per il percorso di studi universitari; nel secondo che voglia aiutare i figli ad avere una pensione integrativa. Iniziando per tempo a risparmiare, si potrebbe accantonare un capitale di 26.163 euro, utile per pagare il corso di studi universitari. Oppure garantire una rendita vitalizia di 223 al mese. Il tutto al netto di costi, fiscalità e inflazione.

SOLUZIONE FINANZIARIA –  Per l’accantonamento destinato a coprire i costi di una laurea breve, l’ipotesi è di investire in una linea a medio rischio, 100euro al mese fino al compimento della maggiore età dei figli (di zero, otto e undici anni). Il risultato è che se si inizia subito, quando il figlio è neonato, le risorse accantonate saranno il doppio (207%) di quanto necessario a coprire un corso di laurea triennale in un’università pubblica nella propria città, tasse e libri inclusi. Iniziando invece quando il figlio ha 11 anni, il capitale maturato, stimabile in 9.113 euro, sarebbe appena sufficiente a coprire un solo anno (32%) del ciclo triennale in un’università pubblica fuori sede (tasse, libri, trasporti, vitto e alloggio inclusi).

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DOTE PREVIDENZIALE – Un altro uso dei 100 euro al mese potrebbe invece essere quello di creare una dote previdenziale per i propri figli. E in questo caso il meccanismo della capitalizzazione degli interessi (che fa crescere enormemente i rendimenti di lungo periodo) si arricchisce del vantaggio fiscale dato dalla deducibilità dei versamenti previdenziali fino a un ammontare complessivo di 5.164 euro l’anno. Una scelta che ha innanzitutto benefici per i genitori: per redditi medi, di quei 100 euro al mese versati fino al compimento dei diciottesimo anno, se ne risparmiano ben 324 all’anno grazie alla deducibilità dei versamenti.

RENDITA INTEGRATIVA – Inoltre, ipotizzando che il figlio non aggiunga alcun euro fino all’epoca della sua, la rendita integrativa potrà comunque oscillare tra i 114 e i 223 euro mensili, a seconda del momento nel quale si è iniziato il piano. Un’operazione assai efficiente da un punto di vista finanziario, in quanto per ogni euro versato dai genitori, il figlio ne incasserà nel corso della sua pensione fino a 5 volte tanto.

La tabella de Il Corriere.it

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