In Europa si abbandona l’assegno, meglio pagare con carta

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di Andrea Barzagni 26 Settembre 2014 | 13:00

La Bce informa che l’assegno si usa per meno del 5% dei pagamenti. Per le transazioni senza contante si preferiscono le carte di credito

Effettuare pagamenti senza l’ausilio del contante sta diventando ormai una prassi per moltissime transazioni, soprattutto da quando le compravendite avvengono tramite la mediazione del web. Questa nuova tendenza ha portato i consumatori a dedicare molta più attenzione al confronto dei prodotti Visa, MasterCard e di altri circuiti, poiché la scelta della giusta carta di credito può influire in modo decisivo sulla praticità nel compiere acquisti.

BASTA ASSEGNO – Altrettanto, però, non si può dire dell’assegno che, nel tempo, ha visto sbiadire la sua importanza in favore dei pagamenti elettronici. A confermarlo è la Bce: se prima dell’avvento dell’euro era uno degli strumenti prediletti per saldare il conto in assenza di contante, nel 2013 meno del 5% di tutti i pagamenti alternativi all’uso di denaro liquido vengono regolati staccando un assegno e solo l’Italia supera leggermente questa soglia. Nel Nord Europa, ad esempio, nessuno più paga con l’assegno e, tra i Paesi limitrofi, la Spagna emerge con appena o 0,67% delle transazioni coperte avvalendosi di questo strumento.

IN ITALIA – Anche l’Italia però, per quanto perseveri nell’uso degli assegni, si sta avviando verso un loro progressivo pensionamento: nel 1999 questi coprivano il 41,6% di tutti i pagamenti alternativi al contante, mentre lo scorso anno questa percentuale si è ridotta ulteriormente, attestandosi intorno al 5,63%. La messa fuori gioco di questo metodo di pagamento in realtà è stata pianificata da tempo, in quanto inadatto al sistema unico europeo, riorganizzato in modo da divenire più efficiente grazie all’adozione di un moneta comune.

CARTE DI CREDITO – A rimpiazzare l’assegno sono quindi intervenute le carte di credito: nel vecchio continente, dove ogni anno il numero delle tranazioni senza contante aumenta in modo esponenziale, le carte sono diventate il mezzo di pagamento preferito dei cittadini dell’Unione. Lo scorso anno il numero delle carte ha raggiunto i 760 milioni (registrando un aumento del 3% rispetto al 2012), con una media di 1,5 pagamenti a testa, per un totale di 43,6 miliardi di operazioni.

IL FUTURO – Nel caso specifico del nostro Paese, i pagamenti con carte di credito nel 2013 sono aumentati a 40,41 miliardi. Un’ulteriore prova della crescita dei pagamenti elettronici è data dal fatto che nel tempo sono diminuiti drasticamente gli Atm per prelevare il contante. L’assegno, insomma, ha fatto il suo tempo e, con l’evolvere delle esigenze dei consumatori, sono cambiati necessariamente gli strumenti cui affidarsi: persino le carte, ora tanto diffuse, presto potrebbero essere sbaragliate dai pagamenti contactless, ma avremo tempo e modo per tirare le somme anche su questo.

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