Carte di credito, per i consumatori il regolamento Ue è iniquo e confuso

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di Amelia Zonta 30 Luglio 2014 | 14:49

L'indagine Ipsos sottolinea lo smarrimento dei cittadini verso una norma che si applica solo ad alcuni circuiti, ma impone costi più alti per tutti

UN REGOLAMENTO "CONFUSO" – Confuso e iniquo. Così i consumatori giudicano il regolamento Ue che disciplina i pagamenti elettronici e che tra qualche mese potrebbe diventare legge. L'indagine Ipsos, Moneta elettronica: le disparità del regolamento Ue, realizzata per Italian E-Payment Coalition (iniziativa di Assoutenti, Cittadinanzattiva Onlus, Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino), rivela che per il 79% degli intervistati – su un campione di 800 persone – il provvedimento porterà confusione tra commercianti e utenti. "Il regolamento europeo sui pagamenti con moneta digitale è un pasticcio", dichiara Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition. "E discriminatorio. L'indagine Ipsos evidenzia lo smarrimento e la confusione provocati da una norma scritta male e penalizzante per i cittadini. Il regolamento è da modificare e noi non smetteremo di dirlo. Non si capisce perché", continua Longo, "il legislatore abbia scelto di non applicare il tetto unico sulle commissioni interbancarie alle carte American Express, Diners e Paypal. Di contro, però, i possessori di queste stesse carte potranno essere costretti a pagare un sovrapprezzo sui loro acquisti, come disposto dalla legge. Un'assurdità. Per i titolari di Visa, Mastercard e delle altre carte di pagamento, invece, vale quanto già più volte sottolineato: il regolamento Ue provocherà un aumento dei costi annui delle carte e pagare saranno sempre i cittadini".

NON SI APPLICA A TUTTI I CIRCUITI DI PAGAMENTO – Il regolamento europeo non si applica a tutti i circuiti di pagamento ma solo ai cosiddetti modelli a quattro parti, escludendo gli schemi a tre parti. Da qui, secondo i consumatori, "il caos". Oggi lo schema a quattro parti è il modello più diffuso, è quello di Visa e Mastercard per capirci, e permette l'emissione e l'accettazione delle carte a decine di migliaia di banche, fornendo scelta, comodità e concorrenza per consumatori ed esercenti. Il modello a tre parti è invece lo schema utilizzato da Diners, Paypal e American Express. Questi circuiti richiedono commissioni più alte per le proprie carte di pagamento che non sono soggette al tetto unico imposto dal regolamento. Non solo, ma un aspetto della norma permetterebbe ai commercianti di richiedere un sovrapprezzo agli utenti che effettuano acquisti con queste carte. Potendo suggerire una modifica al provvedimento, il 62% degli interpellati ritiene che il regolamento vada applicato a tutte le carte e che ai commercianti non debba essere lasciata la possibilità di applicare alcun sovrapprezzo.

TETTO ALLE COMMISSIONI INTERBANCARIE – Di contro, il 33% è convinto che nessuna carta debba sottostare a un tetto massimo sulle commissioni, mentre il 5% è d'accordo con il regolamento così com’è previsto. Due pesi e due misure dunque, sempre secondo i consumatori. Il 56% di chi ha risposto al sondaggio giudica per niente condivisibile un provvedimento che si applica solo a una fetta degli operatori di mercato. Il 26% ritiene il regolamento poco condivisibile, mentre per il 14% lo è abbastanza. Soltanto il restante 4% concorda totalmente con la norma. Infine, la stragrande maggioranza dei cittadini, il 71%, sostiene che nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, il governo italiano dovrebbe far sentire la sua voce per richiedere che il tetto alle commissioni interbancarie venga applicato a tutti i circuiti di pagamento. Di parere opposto il 10%, senza opinione il restante 19%.

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