Mutui per la casa, quando conviene l’acquisto della nuda proprietà

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di Andrea Barzagni 15 Aprile 2014 | 14:56

Con la vendita della nuda proprietà il venditore ottiene cifre importanti mantendo l’usufrutto dell’immobile e chi vende ottiene una proprietà a prezzo scontato.


SCEGLIERE IL MUTUO GIUSTO – Quando si compra casa, la scelta del mutuo è tanto importante quanto quella dell’immobile, se non di più. Per arrivare preparati è opportuno muoversi per tempo e informarsi sui mutui online e sulle loro condizioni, solitamente più vantaggiose di quelli tradizionali. Si tratta di prodotti che possono essere richiesti anche online, ma comunque assolutamente sicuri e affidabili.

I RUBINETTI DEL CREDITO – Nonostante l’aumento delle domande di mutui, le banche continuano però a non aprire i rubinetti del credito, non immettendo sul mercato immobiliare la liquidità che consentirebbe a famiglie e a giovani coppie di acquistare casa. Certo, esistono delle agevolazioni, come ad esempio quelle offerte dal Fondo di Garanzia, ma non tutti ovviamente ne hanno diritto.

LA NUDA PROPRIETA' – Per chi per vuole acquistare casa ma non ha la necessità immediata di andarci ad abitare, anche perché vuole ad esempio fare un investimento per il futuro dei figli, un’opportunità da considerare potrebbe essere quella di acquistare la nuda proprietà di un immobile. In questo modo, magari decidendo anche di sottoscrivere uno dei prodotti di Barclays, oppure Cariparma, Intesa Sanpaolo, ecc. con un valore più basso, è possibile ottenere un’abitazione con un forte sconto proprio tramite la nuda proprietà.

COME FUNZIONA – La nuda proprietà è un caso di proprietà privata al quale non viene accompagnato un diritto di godimento del bene coinvolto. Sia chi vende la nuda proprietà, dividendo il possesso dell’abitazione dall’usufrutto, sia chi la compra ha dei vantaggi: chi vende, in molti casi si tratta di anziani senza eredi, mantiene l’usufrutto dell’immobile fino alla morte, ottenendo una cifra importante con cui affrontare le spese della vecchiaia o aiutare i figli in difficoltà, ad esempio. Chi compra invece ha la possibilità di acquistare un immobile, spesso di pregio, a un costo estremamente conveniente e a un prezzo, in genere, scontato intorno al 25%. Inoltre una volta estinto il vincolo dell’usufrutto, come nel caso della morte del precedente proprietario, l’acquirente ottiene l’immobile ed ogni diritto su di esso.

USUFRUTTO NON VITALIZIO – Tuttavia è possibile scegliere anche altre modalità di usufrutto non vitalizio; le persone interessate alla vendita della nuda proprietà possono concederla, richiedendo il diritto di abitazione che, contrariamente all’usufrutto, è incedibile ed impignorabile; tuttavia, essendo può circoscritto rispetto all’usufrutto, che ad esempio si può cedere a terzi, il prezzo di vendita sarà molto più elevato rispetto alla semplice nuda proprietà.

MITO DA SFATARE – Il mito da sfatare è quello che la nuda proprietà sia venduta soltanto da pensionati o ultra sessantenni; è infatti una novità recente, per via della crisi, che anche persone tra i 35 e 50 anni scelgano di mantenere solo l’usufrutto della propria abitazione che però durerà al massimo 10 anni. In questo modo chi vende ha già una prospettiva abitativa sicura mentre chi compra sa quando entrerà in possesso del bene.

LA DIVERSE SOLUZIONI – Chi acquista la nuda proprietà può scegliere, eventualmente, di pagare la cifra in un’unica soluzione oppure di dare al proprietario un anticipo per poi dilazionare l’acquisto in rate mensili, fino alla scadenza del debito che in questo caso si protrarrà anche oltre l’eventuale morte del proprietario. Esiste anche un’ultima soluzione; ovvero il pagamento con rendita vitalizia. Si versa un acconto e si stima una rendita mensile che si esaurisce invece con la morte del venditore. In questi casi, ovviamente, non si conosce l’ammontare della cifra. È interessante anche notare come la soluzione della nuda proprietà sia cresciuta, nel periodo 2011-2013, del 12,5%. Il fenomeno è particolarmente esteso nelle grandi città del Centro-Nord dove si p registrato un’aumento del 21,9% a Roma, del 18,7% a Torino, del 17,4% a Milano e del 15,5% a Firenze e Genova.

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