Uscire dall’euro? Un buco da quasi 2mila miliardi per le tasche degli italiani

Quanto costerebbe agli italiani l'uscita dell'Italia dell'euro? Se lo chiede il sito de Il Sole 24 Ore. Che ha provato a fare due conti per capire di che ordine di grandezza stiamo parlando. L'idea è valutare quanto è salato il conto partendo dai piatti tipici che compongono la ricchezza degli abitanti della Penisola.

Il patrimonio
L'addio alla moneta unica e il ritorno alla lira comporterebbe per la valuta nazionale una svalutazione intorno al 20-30%. Con impatto al rialzo sul costo di materie prime come il petrolio e gas. Ed è una perdita di valore simile che gli esperti prevedono per case, terreni e simili, quelle che vengono definite attività reali. Considerata che, secondo Bankitalia la ricchezza delle famiglie italiane investita in attività reali si aggira intorno a 5.678 miliardi di euro. Quindi il 20% di svalutazione abbatterebbe questo patrimonio a 4.542 miliardi di euro. Cioè circa 1.000 miliardi di euro.

Conti correnti
Nonostante il fondo di garanzia applica una protezione fino a 100mila euro, l'impatto sulla liquidità avverrà come calo del potere d'acquisto di questi soldi e sulla perdita di valore in termini reali. L’uscita dall’euro provocherebbe, infatti, una aumento dell’inflazione: se essa balzasse al 5% annuo, ipotesi conservativa, e i rendimenti in banca salissero alla metà, intorno al 2,5%, i conti correnti bancari e postali accuserebbero una perdita di valore reale di alcune decine di miliardi (sempre parlando in euro per semplicità).

Azioni e obbligazioni
E per azioni e obbligazioni in tasca degli italiani? Le attività finanziare delle famiglie, al netto delle passività come mutui e prestiti personali, valgono, al netto della liquidità parcheggiata agli sportelli bancari e postali, poco più di 2.000 miliardi. Di questa circa 450 miliardi sono in investimenti azionari, in gran parte italiane, e 250 miliardi in fondi comuni di investimento, in parte di tipo equity. Uno stimato ribasso di Piazza Affari, effetto di uscita dall'euro, del 20% impatterebbe per circa 100 miliardi sulla ricchezza delle famiglie.

Titoli di Stato
C'è poi la ben nota questione di che fine faranno i molti titoli di Stato, soprattutto Btp, in tasca degli italiani. Un portafoglio dal valore intorno ai 200 miliardi. Ovvio pensare a un'inevitabile pesante svalutazione, sotto il flusso di vendite estere, dei titoli emessi dal governo tricolore. Insomma, anche dalla componente obbligazionaria del portafoglio, pari oggi appunto a 200 miliardi, arriverebbe una perdita di valore stimabile intorno ai 20-40 miliardi.

I mutui
Un ultimo conto andrebbe quanto meno fatto sulle rate di mutui a tasso variabili. In questo caso l'impatto sugli italiani si percepirebbe sulle rate. Sia sul fronte dell'indice di riferimento, che riassume il costo del denaro, sia su quello dello spread applicato per cui è difficile ipotizzare un futuro immune da cambiamenti.

Euro e Lira
Per chiudere, tocca segnalare che una svalutazione valutaria nel passaggio da euro a una nuova lira costringerà gli italiani ad andare molto meno in vacanza all'estero. Troppo care le altre valute.

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