Zurich: più di un terzo degli intervistati pronto a lasciare il suo Paese d’origine per trovare lavoro

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di Cristina Cavenaghi 10 Dicembre 2013 | 13:03

In Italia, complice la crisi economica, a fuggire sono soprattutto giovani alla ricerca di migliori condizioni occupazionali

CHI EMIGRA E CHI NO – Da un sondaggio internazionale condotto da Zurich Insurance Group (Zurich) in dodici Paesi nel mondo sul fenomeno dell’emigrazione, risulta che più di un terzo degli intervistati (38%) sta prendendo in considerazione di ricominciare una nuova vita trasferendosi all’estero o ha già deciso di emigrare, sebbene circa il 15% degli stessi esprima forti preoccupazioni. Fra coloro che non pensano di emigrare, il 17% ritiene di vivere già nel miglior Paese possibile e il 17% degli intervistati si sente più sicuro in patria. Gli intervistati che vivono nei Paesi più stabili ed economicamente solidi (come per esempio Svizzera, Germania, Austria, Australia) ritengono di risiedere già nel miglior Paese possibile, mentre gli intervistati di altri Paesi sostengono di sentirsi comunque più sicuri in patria.

ALLA RICERCA DI LAVORO – In Italia ben il 71% degli intervistati non prende in considerazione di ricominciare una nuova vita trasferendosi in un’altra nazione perché si sente più sicuro in patria (21%) e il 18% di chi vorrebbe emigrare prova troppa ansia per farlo davvero. Le principali motivazioni che gli intervistati prendono in considerazione per emigrare sono le condizioni economiche e le opportunità occupazionali. Il 49% degli intervistati considera la disoccupazione nel Paese d’origine e la ricerca di migliori condizioni lavorative, fattori chiave per prendere una decisione. Questa tendenza è particolarmente significativa nel Sud dell’Europa, con per esempio il 41% degli intervistati spagnoli e il 44% dei portoghesi che temono la disoccupazione. Per austriaci (38%) e tedeschi (29%), le motivazioni che spingono a lasciare il Paese d’origine non sono le opportunità lavorative, bensì l’amore, i rapporti personali e lo spirito d’avventura.

LE PREOCCUPAZIONI – In Italia il 30% degli intervistati – la maggior parte dei quali giovani fra i 14 e 34 anni – sarebbe disposto a trasferirsi in un altro Paese per sfuggire alla disoccupazione e circa il 24% al fine di ricercare migliori condizioni occupazionali. Inoltre, ben il 20% del campione ha espresso preoccupazione per la situazione politica italiana, il 18% per la propria difficile situazione finanziaria e il 16% per la crisi dell’economia italiana. Nel prendere in considerazione il trasferimento in un altro Paese, i tre fattori più importanti che si ricercano sono la sicurezza del posto di lavoro (43%), un basso tasso di criminalità (39%) e la stabilità politica (38%). Inoltre il 22% degli intervistati ricerca Paesi in cui sia possibile sottoscrivere polizze assicurative che coprano malattie e disabilità, mentre il 20% sceglie coperture pensionistiche ed infine solo il 14% guarda al sistema scolastico.

MINORI RISCHI AMBIENTALI – Il 12% degli intervistati infine è spinto a emigrare in regioni caratterizzate da minori rischi ambientali, quali per esempio terremoti e eruzioni vulcaniche. In Italia il 46% degli intervistati considera la sicurezza sul lavoro una variabile chiave per decidere di emigrare. Stabilità politica e bassi tassi di criminalità sono ricercati rispettivamente dal 29% e 27% degli intervistati che prendono in considerazione il trasferimento in un altro Paese. Inoltre ben il 21% degli intervistati ricerca pensioni sicure e il 15% coperture assicurative affidabili per malattie/disabilità. Infine il 14% considera i risparmi sicuri, una condizione necessaria per l’emigrazione. I Paesi più attraenti per un nuovo inizio Il Nord America (Stati Uniti, Canada) è la regione preferita dagli intervistati per emigrare (31%). Al secondo posto ci sono Australia e Nuova Zelanda (29%), al terzo Austria, Germania e Svizzera (28%). In Italia il 26% ritiene Austria/Germania e Svizzera, la regione preferita per emigrare, al secondo posto i Paesi nordici (Danimarca/Finlandia/Norvegia/Svezia), al terzo Australia/Nuova Zelanda e quindi Nord America.

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