L’Agenzia delle Entrate fa il punto sul patrimonio immobiliare italiano

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di Redazione 5 Novembre 2013 | 09:59

Sono 72 milioni gli immobili che il catasto ha censito alla fine dello scorso anno: di questi, 66 sono unità immobiliari con destinazione ordinaria e speciale.

GLI IMMOBILI IN ITALIA – Quanti sono gli immobili edificati in Italia? Qual è la loro destinazione e il loro uso? E soprattutto, quanto vale il patrimonio immobiliare del nostro Paese? A rispondere a queste domande ha provveduto – secondo quanto riporta il sito web Immobiliare.it – l'Agenzia delle Entrate, che nei giorni scorsi ha presentato un'analisi dello stock immobiliare italiano censito al catasto al 31 dicembre 2012. Innanzitutto, sono 72 milioni gli immobili che il catasto ha censito alla fine dello scorso anno: di questi, 66 sono unità immobiliari con destinazione ordinaria e speciale, i restanti 6 milioni sono beni non censibili, perché di proprietà dello Stato (e quindi non producono reddito), oppure sono ancora in fase di costruzione. La rendita complessiva ammonta a 36,5 miliardi di euro.

OLTRE IL 50% SONO ABITAZIONI – Quanto ai beni censibili, di questi oltre il 50% delle unità registrate al catasto sono abitazioni. Seguono le pertinenze (come le soffitte, le cantine e i box auto) e i negozi, che insieme rappresentano quasi il 40% del totale. Sempre secondo quanto riporta Immobiliare.it, gli immobili per le attività produttive o commerciali e gli immobili la cui destinazione è di interesse della collettività sono, insieme, circa il 3% del totale. Dal punto di vista della rendita catastale, invece, case, pertinenze, uffici e negozi corrispondono a un patrimonio complessivo di 23 milioni di euro. Gli immobili impiegati per uso commerciale o produttivo detengono il 29,2% del valore immobiliare, pari a 10 miliardi di euro.

AUMENTA IL NUMERO – Rispetto al 2011 l'Agenzia delle Entrate ha censito 1,3 milioni di unità immobiliari in più, pari a un +2% in un anno. Non tutti i tipi di immobili sono cresciuti allo stesso mondo. Di più del 12% è l'incremento fra quelli con destinazione speciale, per uso commerciale o produttivo: numericamente, ci sono circa 160mila unità in più del 2011. Lo stock immobiliare italiano, nel 2012, è nell’88% dei casi di proprietà di persone fisiche, mentre circa il 12% è detenuto da persone non fisiche. Una quota minima (lo 0,2%) è di proprietà dello Stato. Le unità immobiliari residenziali corrispondono a 34,4 milioni di unità, circa 400mila in più in confronto alla rilevazione del 2011.

MENO ABITAZIONI DI TIPO POPOLARE – Dall'anno precedente sono salite soprattutto le abitazioni di categoria A2 e A3 (abitazioni civili e di tipo economico). Di contro, sono di meno rispetto al 2011 quelle di tipo popolare e ultrapopolare (accatastate come A5 e A6), che registrano una flessione del 4%. Nel complesso, quasi il 90% delle unità residenziali è censito al catasto come abitazione civile (A2), economica (A3) o popolare (A4). Lo stock abitativo è quasi in toto di proprietà di persone fisiche (nel 92% dei casi): sono meno di 10mila le abitazioni accatastate inserite tra i beni comuni.

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