Fisco, il Tesoro risponde agli imprenditori con le sue stime sulla Finanziaria

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di Redazione 5 Novembre 2013 | 08:46

L’imposta che più spaventa i contribuenti è la Trise, di cui si sa ancora troppo poco per capire quali saranno i reali effetti sull’economia dei cittadini e delle imprese.

TASSE E FINANZIARIA 2014 – Quali saranno gli effetti fiscali della legge di stabilità? Con una recente analisi del suo ufficio studi, la Cgia di Mestre – organizzazione che riunisce gli artigiani – ha evidenziato che gli italiani andrebbero a pagare in tutto 1,1 miliardi di euro di tasse in più, calcolando questo valore come differenza fra le nuove entrate fiscali e le minori imposte e i contributi che cittadini e imprese dovrebbero versare nel 2014. Ma secondo il ministero dell'Economia gli effetti fiscali del ddl stabilità sarebbero di segno opposto, ovvero per la prima volta negli ultimi anni la Finanziaria 2014 ridurrebbe il carico fiscale dei contribuenti piuttosto che appesantirlo. La manovra già dal 2014 dovrebbe diminuire l’impatto fiscale sul Pil, facendolo passare dal precedente 44,3% al 44,2%, avviando un trend che dovrebbe portare, nel 2016, al 43,7%.

LE STIME DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA – I contribuenti, a fronte dell’aumento dell’imposta di bollo sui conti deposito titoli e altri strumenti finanziari e dalla revisione delle detrazioni, dovrebbero beneficiare del piano da 1,5 miliardi di euro di maggiori detrazioni che la manovra ha messo in atto. A ciò va aggiunto il piano da un miliardo di euro finalizzato alla riduzione delle imposte immobiliari. Ad ogni modo, il ministero dell'Economia ha stimato per il 2014 un incremento di gettito, previsto in 973 milioni di euro, per effetto delle nuove misure applicate agli intermediari finanziari e per gli effetti sulle operazioni volontarie, come per esempio le rivalutazioni delle partecipazioni e dei beni delle imprese. L’imposta che più spaventa è la Trise, di cui si sa ancora troppo poco per capire quali saranno i reali effetti sull’economia dei cittadini e delle imprese, soprattutto se si prende in considerazione la discrezionalità di cui potrebbero disporre i sindaci nell’usarla per ripianare in parte i conti dei loro comuni.

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