Anche la Banca d’Italia critica l’Imu: una misura iniqua

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di Redazione 13 Giugno 2013 | 14:36

Secondo i tecnici, l'imposta va destinata tutta ai Comuni e le differenze tra valore di mercato e valore castale generano iniquità

BANKITALIA CONTRO L'IMU – Critiche all'Imu da parte della Banca d'Italia, sia per quanto riguarda la destinazione del gettito sia per l'equità del tributo. Sull'Imu "le interferenze fra la politica tributaria nazionale e la fiscalità locale rendono il prelievo opaco per il contribuente", hanno detto Alessandro Buoncompagni del servizio rapporti fiscali e Sandro Momigliano del servizio studi di struttura economica e finanziaria, in audizione al Senato. La riforma della tassazione può razionalizzare i poteri del prelievo "destinando ai Comuni l'intero gettito Imu".

UNA MISURA "INIQUA" – I tecnici della Banca d'Italia hanno poi rimarcato la necessità di una riforma del catasto dato che "le differenze nel divario fra la base imponibile basata sulle rendite catastali e gli effettivi valori di mercato degli immobili possono generare fenomeni di iniquità sia orizzontale sia verticale". Ma l'Imu ha creato problemi anche alle imprese: "Ha comportato un forte aggrazio fiscale a causa dell'incremento dei moltiplicatori. Il gettitto derivante dagli immobili di proprietà delle imprese e da fabbricati, negozi e uffici posseduti da persone fisiche è aumentato con il passaggio dall'Ici all'Imu e si stima abbia superato, nel complesso, i dieci miliardi nel 2012".

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