Conti deposito e conti correnti a confronto: le tasse non finiscono mai

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di Pietro Di Lorenzo 3 Giugno 2013 | 07:22

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/E ha fatto sapere che le somme vincolate in conto corrente, sotto il profilo della tassazione, sono equiparabili ai conti deposito


MEGLIO IL CONTO DEPOSITO – L’ultimo rapporto della Consob sulle attività finanziarie delle famiglie italiane rende noto che, in periodi di crisi e turbolenza finanziaria, il piccolo risparmiatore italiano predilige forme di investimento sicure e facilmente gestibili. Dall’indagine condotta sulle classi del ceto medio è emerso che quasi la metà del campione ha impiegato i propri risparmi presso conti deposito e libretti di risparmio. Non a caso, questi strumenti, dal 2007 ad oggi,  hanno registrato un’impennata di circa 10 punti percentuali a discapito dei fondi comuni e delle azioni. Quest’ultime, infatti, hanno riportato un flessione del 5% circa. In trend ascendente anche i titoli di stato che hanno registrato una crescita del 3%.

I VANTAGGI DI GESTIONE – Il boom dell’investimento in conti deposito, è legato in primis al bisogno di “sicurezza” del risparmiatore che si sente garantito dal Fondo interbancario di garanzia che protegge dal fallimento della banca per importi depositati fino a 100mila euro. Inoltre il conto deposito è facilmente gestibile e alla portata di tutti poiché si può aprire comodamente online. Altro aspetto molto vantaggioso riguarda i costi di gestione che sono, nella maggior parte dei casi, nulli o comunque irrisori. Alcune banche si sono impegnate a farsi carico, per conto del cliente, anche della nuova imposta di bollo proporzionale dello 0,15%.

LA TASSAZIONE – In merito a quest’ultimo aspetto l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/E del 10 maggio scorso ha fatto sapere che le somme vincolate in conto corrente, sotto il profilo della tassazione, sono equiparabili ai conti deposito, poiché la loro funzione principale non è fornire una provvista di cassa, ma il reale intento è quello di realizzare un investimento grazie agli interessi attivi percepiti  sulle somme oggetto di vincolo.

IL PRELIEVO PROPORZIONALE – In sostanza, mentre sui  conti correnti grava un’ imposta fissa di 34,2 euro (se la  giacenza media del conto, nel periodo rendicontato è superiore a 5mila euro) sui conti deposito si paga un’imposta di bollo proporzionale dello 0,15%. La circolare puntualizza che qualora sussistano delle somme immobilizzate in conto corrente la cui finalità è quella  di produrre interessi, e “per le quali il cliente perde la disponibilità fintanto che permane il vincolo” su queste grava il prelievo proporzionale. Le stesse verranno escluse dal calcolo della soglia di 5mila euro che comporta il pagamento dell’imposta fissa di 34,2 euro sul conto corrente.

LE BANCHE – Sulla base di queste disposizioni occorre verificare come le banche recepiranno la nuova regolamentazione. Al momento le banche che si accollano in toto l’imposta dello 0,15% sui conti deposito sono: Iblbanca, Rendimax (per tutto il 2013), YouBanking, Banca Medio credito, Banca Sistema, Privat Bank, BccFor Web. Per confrontare le offerte: www.contosulconto.it.
 
Pietro Di Lorenzo [email protected]
www.sostrader.it; www.contosulconto.it

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