Ma quale banca? Quelli che il prestito lo chiedono ai parenti

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di Redazione 23 Maggio 2013 | 08:58

In Italia si può fare ed è anche vantaggioso: alla fine si restituisce la somma iniziale senza interessi di sorta. Ma attenzione alle trappole


IL PRESTITO TRA AMICI E PARENTI – In un momento economico difficile come questo, qualcuno sceglie di chiedere soldi a parenti o amici. Non è una cosa vietata dalla legge, ma attenzione: l’erogazione deve essere occasionale e non diretta al pubblico indistinto. Altrimenti, come segnala il portale Prestiti.it, si può profilare l’ipotesi di esercizio abusivo del credito. Chi vuole può prestare cifre modeste o generose: in ogni caso, non può mai e poi mai incassare interessi. Per questo il prestito tra parenti o amici molto stretti è conveniente: alla fine, bisogna restituire solo la somma data in prestito, senza interessi di sorta.

ACCORGIMENTI IMPORTANTI – I modi e i tempi di restituzione non sono rigidi e si possono ridiscutere in ogni momento. Meglio comunque stendere una scrittura privata al momento della consegna del denaro, giusto per stare più sereni. E scambiarsi il documento tramite raccomandata con avviso di avvenuta ricezione, anche per eventuali controlli del fisco. Se la somma lo rende possibile, si può ricorrere al contante. Diversamente, è consigliato un bonifico, sempre per eventuali verifiche fiscali.

LE CONTROINDICAZIONI – Però c'è da considerare il rischio di tensioni e incomprensioni tra parenti e amici. Un esempio è il prestito tra marito e moglie. Se in tutti gli altri casi il rimborso è dovuto, fra coniugi – come ha stabilito qualche anno fa la cassazione – non esiste il diritto alla restituzione. Con una sentenza del 2009, la suprema corte ha espresso parere contrario al rimborso a una moglie che aveva prestato 19mila euro al marito – dal quale si era separata – spiegando che i prestiti tra coniugi vanno intesi come una forma di solidarietà reciproca o mutuo soccorso e il denaro lo si ridà indietro se lo si vuole, non perché si è tenuti a farlo.

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