Il 60% dello stipendio degli italiani va in mutuo e bollette

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di Redazione 17 Maggio 2013 | 09:38

Le spese obbligate portano via più della metà dei nostri stipendi: i dati della Confederazione italiana agricoltori.


SPESE OBBLIGATE – Sono sempre di più le spese che ogni mese erodono lo stipendio degli italiani. Secondo i dati della Confederazione Italiana agricoltori, ben 60% degli stipendi viene distribuito nel pagamento delle così dette "Spese obbligate", come il mutuo, l'affitto, le bollette di acqua, gas e luce e la rata della macchina.

L’ALLARME – La conseguenza primaria di questa tendenza è un ulteriore arresto dei consumi. Come riferito dal sito "Today", l'allarme della Confederazione italiana agricoltori è questo: "è inevitabile che si è poi costretti a tagliare su tutto il resto". Ogni famiglia, nel suo piccolo, dovrà rinunciare a qualcosa scegliendo fra ciò che reputa meno prioritario.

TAGLIARE LE SPESE – Le famiglie italiane sono ormai abituate a "tagliare", ogni giorno si taglia su tutto, dalle spese destinate al vestiario, all'alimentazione, ecc. Il risultato? Il piano generale di recessione viene confermato anche dai dati: i consumi delle famiglie italiane, nel primo trimestre dell'anno, sono scesi del – 4,2%.

RINUNCIARE ALLA QUALITA’ – Nella disperata ricerca del risparmio, si finisce inevitabilmente per rinunciare alla qualità. La stima fatta dalla Confederazione stessa parla di circa 13,8 milioni di famiglie che sono costrette agli acquisti alimentari presso gli hard-discount, rinunciando ai marchi commerciali italiani per prodotti di primo prezzo e senza logo. Gli italiani sono sempre più costretti a "tagliare" sulle spese e la corsa al risparmio penalizza soprattutto i generi alimentari.

LE OFFERTE SPECIALI – In un panorama come questo, è normale che anche un'operazione semplice, come quella di fare la spesa, viene affrontata con maggiore attenzione verso eventuali "offerte speciali", come sconti e promozioni. La comparazione dei prezzi diventa un'esigenza e la scelta, sempre più spesso, va a penalizzare la qualità.

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