Relazione annuale della Consob, le famiglie italiane puntano sui conti deposito

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di Andrea Barzagni 14 Maggio 2013 | 14:40

La relazione presentata da Consob mostra come in tempi di crisi gli italiani siano più restii a compiere investimenti azzardati. Boom dei conti deposito


APRIRE UN CONTO BANCARIO – La gestione del proprio denaro è un problema che attanaglia molti consumatori alle prese con i loro risparmi: il crollo economico ha infatti innescato un meccanismo di difesa nei consumatori che li ha portati ad avere timore nello spendere il proprio denaro. Risparmiare sui consumi o conservare il proprio denaro sono infatti le azioni più abituali attualmente, ma anche porre i conti correnti migliori a confronto e scegliere la soluzione più conveniente al proprio portafoglio potrebbe aiutare i consumatori italiani a guadagnare qualcosa in più su ciò che hanno risparmiato.

CONTI BANCARI – I conti bancari offerti dagli istituti di credito, infatti, sono di diversi tipi e i più diffusi sono sicuramente il conto corrente e il conto deposito: il conto corrente serve a mettere il proprio denaro in banca per poterlo prelevare con una determinata frequenza, il conto deposito, invece, è più utile a chi abbia delle somme di denaro che può vincolare per almeno un anno maturando degli interessi sostanziali allo scadere del vincolo.

NON ESISTE LA SOLUZIONE PERFETTA – Ovviamente, è impossibile delineare una soluzione finanziaria che possa essere considerata la più adatta per qualsiasi profilo di riparmiatore. Per tale motivo, è importante conoscere le proprie abitudini creditizie e comprendere quali servizi siano da considerare irrinunciabili e quali opzionali (e dunque evitabili).

LO STUDIO DELLA CONSOB – La crisi di liquidità che ormai da tempo caratterizza i nuclei familiari italiani non accenna a placarsi ed induce sempre più risparmiatori a non compiere scelte d’investimento caratterizzate da un alto rischio. È quanto emerge dall’ultimo studio realizzato dalla Consob sulla propensione all’investimento degli italiani, più che mai intenzionati a preservare i propri risparmi, attivando al massimo un conto deposito o un libretto postale.

PREFERITI I DEPOSITI BANCARI – Quasi il 50% del campione interessato dal rapporto (famiglie provenienti dal ceto medio, ndr) ha infatti dichiarato di preferire i depositi bancari e i libretti postali ad altre tipologie di investimenti, sia per la mancanza di liquidità sia per la semplicità di gestione di questi strumenti bancari (spesso i depositi sono infatti collegati direttamente ai conti correnti o aperti presso la stessa filiale di cui si è clienti).

TENDENZA D'INVESTIMENTO – La crisi ha dunque profondamente condizionato il portafoglio azionario delle famiglie, praticamente dimezzato dal 2007 ad oggi (il trend individuato mostra un decremento di quasi 5 punti percentuali, dal 10 al 5,3%). A far da contraltare a questo dato, l’aumento del numero di attivazioni dei conti deposito, cresciuti di quasi 10 punti percentuali sempre rispetto al 2007 (anno di avvento della crisi), e la buona tenuta dei Titoli di Stato, cresciuti di 3 punti percentuali.

RAPPORTO PASSIVITA' E REDDITI – Gli investimenti più a rischio sono dunque finiti in soffitta, con polizze vita, fondi pensioni e titoli azionari praticamente scomparsi da un terzo del portafoglio finanziario degli italiani; estremamente negativo anche il rapporto fra passività e redditi, passato dall’80% del 1999 al 40% rilevato nel 2011.

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