Crisi, un italiano su 5 ha meno di mille euro sul conto. Paura dell’”effetto Cipro”

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di Andrea Barzagni 29 Aprile 2013 | 11:05

La crisi economica sta mettendo in ginocchio gli italiani. Su 10mila risparmiatori che da gennaio hanno cercato un nuovo conto corrente, l’Osservatorio SuperMoney ha rilevato che il 58% dichiara di avere tra mille e 5mila euro sul conto


SCENARIO PREOCCUPANTE – La crisi non sembra lasciare il nostro Paese. L’ultima analisi condotta dall’Osservatorio SuperMoney, portale per il confronto dei conti correnti on line, mette in luce uno scenario preoccupante: quasi un italiano su cinque dichiara di avere meno di mille euro depositati in banca, mentre cala la percentuale di chi ha tra i 10 e i 50mila e supera questa soglia solo il 3%. Lo studio SuperMoney ha preso in considerazione circa 10mila richieste di preventivo per un nuovo conto corrente, inoltrate sul portale tra gennaio e marzo 2013.

I RISPARMIATORI – Dai dati raccolti emerge che la grande maggioranza del campione (58%) ha risparmi tra i mille e i 5mila euro, il 12% tra i dieci e i 50mila, il 10% ha ancora sul conto tra i cinque e i 10mila euro, mentre solo il 3% supera i 50mila euro. Inoltre, nel trimestre preso in esame è calato di 5,7 punti percentuali il numero di chi dichiara di avere tra i 10 e i 50mila euro di risparmi depositati.

LE REGIONI AL TOP – Quali sono, quindi, le regioni con i conti correnti più floridi? Al primo posto troviamo il Trentino Alto Adige, con una media di 10.587 euro, seguito dal Friuli Venezia Giulia (10.113 euro) e dalla Basilicata (10.067 euro), il fanalino di coda della classifica dei risparmiatori spetta invece al Molise, i cui abitanti dichiarano risparmi per appena 3.333 euro, di poco preceduti da abruzzesi e siciliani, anch’essi sotto i 5mila euro.

L’EFFETTO CIPRO – “In un momento in cui gran parte degli italiani sono costretti a erodere i propri risparmi per far fronte alle necessità quotidiane”, ha commentato Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, “molti sono sempre più attenti alle loro già esigue risorse e quindi preoccupati dall’“effetto Cipro”, cioè dall’introduzione di una patrimoniale da parte del nuovo Governo, come avvenne nel 1992 quando Giuliano Amato era Presidente del Consiglio. È bene, tuttavia, sottolineare che un eventuale prelievo forzoso sui conti correnti coinvolgerebbe, con ogni probabilità, depositi elevati e non le piccole somme messe da parte dai cittadini”.
 

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