Nuova norma antiriciclaggio, ecco quali sono i rischi per i correntisti

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di Andrea Barzagni 16 Aprile 2013 | 13:05

Se l’istituto di credito non dovesse essere in grado di compiere le consuete verifiche antiriciclaggio sui conti correnti dovrà rendere le giacenze ai titolari


NORMA ANTIRICICLAGGIO – Per gestire correttamente i propri risparmi è indispensabile servirsi di un buon prodotto bancario, e, per trovarne uno davvero conveniente, è buona norma prendersi del tempo per confrontare i conti correnti presenti sul mercato, analizzandone bene costi e condizioni. Ultimamente, però, qualsiasi norma o provvedimento che abbia a fare con la gestione e regolamentazione dei conti correnti bancari si presta a obiezioni e pareri discordanti (la materia del resto è particolarmente delicata). Lo stesso destino è toccato alla norma antiriciclaggio che diverrà operativa a partire da gennaio del 2014, la quale presenta alcune criticità con cui le banche dovranno fare i conti.

I RAPPORTI BANCARI – La disposizione, emanata dalla Banca d’Italia il 3 aprile scorso e valida anche per i conti online, prevede infatti che tutti i rapporti bancari che non possano essere oggetto di verifica anti-riciclaggio debbano essere risolti da parte della banca. Tradotto: se i controlli non possono essere svolti con dovizia, i soldi depositati devono essere restituiti al legittimo proprietario.

IL PRINCIPIO – La norma costringe il titolare ad aprire un altro conto corrente, cosa che risulta contrastante con l’art. 1852 del Codice Civile, in base al quale il contratto del conto corrente deve affermare il principio secondo cui “il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito, salva l'osservanza del termine di preavviso eventualmente pattuito”, anche in contanti, come ribadito anche dal Ministero dell'Economia.

IL MANDATO DEI CLIENTI – Inoltre, il consumatore non potrà riscuotere le sue somme presso un conto aperto alle Poste, come esplicitamente affermato nel testo della normativa, con un'oggettiva limitazione della sua libertà di scelta. Un altro aspetto non secondario è la discordanza fra il dispositivo anti-riciclaggio e l’art.1856 del Codice Civile, secondo cui la banca deve gestire le somme sulla base del mandato dei clienti. L'istituto, di fatto, sarà diviso fra l'ordine del cliente di restituire i soldi in contanti e quello della legge di versarli tramite bonifico.

UN ANNO DI TEMPO – Inoltre, come si comporterà la banca presso cui sarà disposto il versamento sapendo che quelle somme sono sospette e a rischio riciclaggio? Il bonifico sarà infatti accompagnato dalla causale, che specificherà i motivi del trasferimento del denaro. C'è un anno di tempo per risolvere questi problemi, che verosimilmente saranno affrontati con una modifica ai contratti dei conti correnti, in modo da recepire le novità di Bankitalia.

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