Al via la nuova emissione del Btp Italia, ecco perché conviene sottoscriverlo

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di Redazione 15 Aprile 2013 | 07:51

Il Tesoro offre il titolo a quattro anni indicizzato all’inflazione italiana, con godimento 22 aprile 2013 e scadenza 22 aprile 2017. Mettiamolo a confronto con il Btp Inflation linked per vedere se il titolo è conveniente


PARTE IL BTP ITALIA – Al via primo giorno dell’emissione del quarto Btp Italia. Il Tesoro offre il titolo a quattro anni indicizzato all’inflazione italiana, con godimento 22 aprile 2013 e scadenza 22 aprile 2017. Il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito, come ha annunciato Via XX Settembre venerdì 12 aprile, è pari al 2,25%. L'emissione avrà luogo mediante la raccolta di ordini d'acquisto degli investitori sul Mot di Borsa Italiana attraverso Banca Imi e UniCredit dal 15 al 18 aprile, salvo chiusura anticipata.

LE CARATTERISTICHE – Il taglio minimo dell’investimento è di mille euro. Inoltre, sul titolo c’è la rivalutazione del capitale corrisposta semestralente ad ogni stacco cedola anziché a scadenza. In caso di deflazione nel semestre, verrà garantito un rendimento minimo pari al tasso cedolare reale fisso fino a che l’indice d’inflazione non torni a superare il livello massimo raggiunto nei semestri precedenti. C’è, infine, un premio fedeltà del 4 per mille per le persone fisiche che detengono il titolo fino a scadenza.

CONVENIENZA – Il nuovo Btp Italia è conveniente per il risparmiatore italiano? Se lo sono chiesti gli esperti di Jc Investimenti che lo hanno confrontato con il Btp Inflation linked-indicizzato all’inflazione europea. “Considerando che il nuovo Btp Italia avrà una cedola minima del 2,25%, la nuova emissione sconta un’inflazione di break-even pari allo 0,75%, quindi inferiore rispetto all’emissione di pari scadenza indicizzata all’inflazione europea (1,2%). Per questa ragione il Btp Italia risulta essere più conveniente in termini relativi”.

IL CONFRONTO – A questo punto è interessante confrontare il quarto Btp Italia con le precedenti emissioni. “Poiché i Btp Italia emessi lo scorso anno, hanno una scadenza più breve, per facilitare il confronto è opportuno considerare i loro rendimenti depurandoli dall’inflazione e addizionando il rendimento aggiuntivo (circa 3,5 basis points al mese) per considerare la scadenza più lunga del nuovo titolo (che chiamiamo rendimento “normalizzato”)”, hanno spiegato gli esperti. Che poi continuano: “In tutti i casi i Btp Italia emessi lo scorso anno corrisponderebbero a scadenza un rendimento normalizzato lievemente superiore rispetto all’ultimo Btp Italia 2017, con un margine molto contenuto compreso tra i 13 e i 20 basis points. In particolare il più interessante risulterebbe essere il giugno 2016”.

CONCLUSIONI – In conclusione, “il nuovo Btp Italia risulta essere più conveniente rispetto all’emissione inflation linked di pari scadenza, mentre a questi livelli non risulta più conveniente rispetto alle altre emissioni indicizzate all’inflazione italiana”. Oltre a questi dettagli il nuovo Btp Italia resta comunque un investimento interessante rispetto alle emissioni già presenti sul mercato, “soprattutto soprattutto per coloro che intendono inserire o aumentare in portafoglio il rischio Italia, tutelandosi dal un eventuale rialzo dell’inflazione”.

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