Riforma Fornero e crisi economica: per sopravvivere le Pmi Italiane scelgono l’outsourcing

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di Redazione 25 Marzo 2013 | 10:11

L'outsourcing, oggi, è uno strumento essenziale per le piccole imprese e per le start up. Lo rivela un sondaggio condotto da Freelancer.com, la piattaforma di outsourcing a livello mondiale
 


OUTSOURCING – Un recente sondaggio di Freelancer.com – la piattaforma di outsourcing a livello mondiale – condotto tra oltre 2mila Pmi italiane incorona il 2012 come l’anno dell’outsourcing. Una tendenza che si conferma anche nel primo trimestre del 2013. I dati parlano chiaro: il 56% dei proprietari di piccole imprese ha dichiarato di aver affidato parte del lavoro a consulenti e liberi professionisti, una scelta che ha garantito la crescita aziendale nel corso degli ultimi 12 mesi.

ESSERE COMPETITIVI – Avvalersi delle competenze di un freelance rappresenta – per il 54% degli intervistati – la soluzione ideale per non scendere a compromessi in fatto di qualità del lavoro, avendo a disposizione notevole elasticità. In un mercato del lavoro sempre più ingabbiato in normative stringenti e con contratti sempre meno flessibili, le aziende optano per una soluzione che offra rapidità e ottimo rapporto qualità/prezzo. L’indagine, inoltre, ha rivelato che il 46% dei piccoli imprenditori ha deciso di affidarsi a programmatori e sviluppatori web per migliorare le performance ed essere competitivi. Il 35%, invece, utilizza risorse esterne per attività di segreteria, pareri legali ed amministrativi.

CONSULENZA QUALIFICATA – Grazie ad internet, esternalizzare progetti ed attività aziendali diventa semplice, ma anche molto efficace. Molti imprenditori hanno dichiarato addirittura che, senza questa possibilità, non sarebbero stati in grado neanche di avviare il loro business. Avere a disposizione consulenti qualificati – e poter scegliere il migliore per ogni singolo progetto – garantisce maggiore crescita ed elimina la preoccupazione di assumere personale anche per tutte quelle attività limitate nel tempo. Senza dimenticare che molti, lasciati a casa a causa della crisi, hanno trovato una nuova soluzione lavorativa proprio riproponendosi sul mercato come freelancer.

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