Fisco, per il 2013 stangata da 800 euro per le famiglie italiane

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di Redazione 11 Febbraio 2013 | 11:09

A lanciare l’allarme è il presidente di Confesercenti, Marco Venturi. Quest’anno il prelievo fiscale, tra Imu, Tares, Iva e adeguamenti Irpef toccherà la quota record di 34 miliardi di euro
 

TASSE E ANCORA TASSE – Ancora un aumento della pressione fiscale ai danni non solo delle imprese, ma anche delle famiglie italiane. Nel corso del 2013, infatti, l’Imu, la nuova Tares, l'adeguamento delle addizionali Irpef, l'incremento delle tariffe dei servizi pubblici locali e l'aumento dell'aliquota ordinaria Iva dal 21 al 22%, porteranno famiglie ed imprese a pagare altri 10 miliardi aggiuntivi di imposte. Un conto che sale a 34 miliardi di euro, se l'Imu dovesse restare così com'è.

CONSUMI A PICCO – A dipingere questo quadro scoraggiante il presidente Confesercenti, Marco Venturi. Per le famiglie si profila quindi una stangata da 800 euro per quest’anno, mentre per le imprese il conto è ancor più salato con un aggravio di 3mila euro ad azienda. Inoltre nel biennio 2012-2013 i consumi crollano di 45 miliardi (-35 miliardi nel 2012, -10 miliardi nel 2013): in sostanza ogni famiglia spende 2mila euro in meno. L'impatto stimabile sul Pil, in termini di sottrazione di crescita, "è pari a 0,7 punti percentuali", ha spiegato Venturi.

COMMERCIO E TURISMO – Non va meglio per le imprese e per il settore del commercio e del tursimo. Secondo le stime di Confesercenti chiuderanno i battenti 281 imprese al giorno. Il bilancio peggiorerà rispetto al 2012 quando le chiusure sono state 253 al giorno. “Fisco oppressivo e consumi in crisi”, ha avvertito l'associazione, “contribuiranno a farne chiudere 70mila, di cui almeno 10mila nel commercio".
 

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