Andiamo a vivere insieme? Sì, ma dopo il matrimonio

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di Redazione 9 Gennaio 2013 | 07:51

Gli italiani, tradizionalisti più che mai, preferiscono aspettare prima di condividere il tetto. Lo rivela un'indagine di Casa.it, secondo cui, data la scarsa liquidità, o si compra con un mutuo o si va in affitto.


VIVERE INSIEME? SOLO DOPO LE NOZZE – La maggioranza degli sposini italiani vuole condividere una nuova casa solo dopo il matrimonio, mentre quelli che già convivono sono il 26% appena. Questo è quanto emerge dalla ricerca del portale immobiliare Casa.it, che prova a far luce sull’orientamento dei novelli sposi rispetto alla loro futura abitazione in questo periodo particolare. Tra chi per andare a vivere insieme aspetta il matrimonio l'affitto rimane la prima scelta con il 55% degli intervistati, sebbene due coppie su tre affermino di essere intenzionate ad acquistare casa nei prossimi cinque anni. Una percentuale interessante (il 15%), radicata soprattutto al Nord, sta iniziando a valutare la formula dell’affitto con riscatto che permetterà alla coppia, a scadenza e prezzo fissi, di acquistare in un secondo momento la casa presa in affitto.

IL MUTUO VA PER LA MAGGIORE – Chi invece decide di acquistare una nuova casa – il 45% degli intervistati – lo fa nella maggioranza dei casi ricorrendo all’accensione di un mutuo (l’82%), a ulteriore conferma della difficoltà economica degli italiani, impossibilitati ad acquistare casa senza un prestito. Fra questi, non manca chi riceve anche un aiuto dai parenti (37%), ben disposti a mettere a disposizione parte dei loro risparmi per permettere agli sposi di iniziare una vita insieme. Il bilocale risulta la soluzione più gettonata (dal 41%), seguito dal trilocale (scelto dal 32%) e dall’appartamento indipendente (preferito dall’19%). Altro dato interessante è la scelta di dove prendere la nuova casa, che per la maggioranza ricade sull’hinterland delle grandi città (57%), con una netta preferenza per le zone più vicine alla metropolitana, per una questione di contenimento dei costi e di vicinanza al luogo di lavoro. Alcuni preferiscono un’abitazione vicina a quella dei genitori della sposa piuttosto che dello sposo (il 62%).

ARREDAMENTO DI SECONDA MANO – Ultimo aspetto rivelato dall’indagine è relativo alla scelta dell’arredamento: la quasi totalità (l’89%) dei coniugi freschi di nozze ha dichiarato di riutilizzare parte di arredamenti propri o di parenti, un dato sempre in linea con l’attenzione al risparmio. Chi invece sceglie nuovi arredi, si rivolge soprattutto a catene di grande distribuzione specializzata (il 52%), punti vendita non famosi ma comunque di alta qualità (31%) e store di brand noti, soprattutto per quanto riguarda la cucina (14%). Una piccola percentuale (3%) asseconda la sua passione per antiquariato e negozi vintage. Commenta Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it: "Nonostante la congiuntura economica sfavorevole, i giovani sposi non perdono interesse per il 'mattone', pur mostrandosi estremamente attenti a tutte le voci che pesano sul bilancio familiare e, a maggior ragione, sugli investimenti a lungo termine".

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