Taglio Irpef, benefici previsti in busta paga

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di Redazione 25 Maggio 2016 | 06:52

Ecco come il Governo intende ridurre le aliquote e i conseguenti benefici in busta.


Il governo prevede per il 2018 un taglio Irpef per il 2018 dopo la legge di Stabilità, con l’obiettivo di un alleggerimento fiscale soprattutto per i redditi medi.

PREVISIONI DI TAGLIO – La prima proposta sul tavolo è quella messa a punto dal viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, relativa alla cosiddetta “flax tax” per la classe media, il piano prevede di cancellare due aliquote: quella del 38%; e quella del 41% con un unico super scaglione al 27% per i redditi da 15.000 euro a 75.000 euro. Si avrebbero benefici in busta paga: per ogni 1.000 euro di reddito guadagnato oltre i 28.000, si avrebbe un beneficio in busta paga di 110 euro l’anno.

I PROBLEMI – Si tratta di un’ipotesi sulla quale è lo stesso Zanetti pone il freno, spiegando che difficilmente è attuabile al 2017. Il problema sono i costi, per introdurre la “flax tax”, infatti, bisognerebbe trovare, solo per il primo anno, 9 miliardi che diventerebbero circa 12 miliardi a regime. Si tratta di una cifra molto alta considerando l’impossibilità di utilizzare la leva del deficit pubblico. Questo impegno, è stato preso direttamente dal responsabile, Pier Carlo Padoan, con la Commissione europea.

IL TAGLIO – Il taglio delle tasse deve trovare ulteriori risorse aggiuntive. Una ipotesi al vaglio è quella di far slittare il taglio dell’Ires alle imprese, la misura vale 3,6 mld, ed è stata inserita nella manovra dello scorso anno, ma la sua partenza è prevista nel 2017. Altri fondi potrebbero essere recuperati di voluntary disclosure, l’emersione dei capitali detenuti illecitamente dagli italiani su conti esteri o nascosti nelle cassette di sicurezza delle banche, la misura introdotta in maniera strutturale come regola costante, potrebbe portare tra 1 e 2 miliardi l’anno. I tecnici, stanno studiando anche altre possibilità, come quella di un mini intervento nel 2017, con la diminuzione di un solo punto delle aliquote al 27% e al 38%, il beneficio per i lavoratori sarebbe minimo, una decina di euro al mese in busta paga. L’altra ipotesi, pronunciata dal premier, Matteo Renzi, è quella di rivedere il sistema fiscale, che porterebbe ad un parziale aumento dell’Iva.

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