Con i tassi negativi risparmio gestito più costoso

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di Alessandro Rossi 16 Agosto 2016 | 09:39

Le banche alle prese con i tassi negativi che hanno ridotto all’osso i loro guadagni cercando il modo per rifarsi dei maggiori costi o dei minori utili, chiaramente facendo pagare il conto sempre ai clienti. Uno dei modi è di incrementare le commissioni per le operazioni non basilari, incluse quelle legate al risparmio gestito, lo spiega Giuseppe Timpone sul sito www.investireoggi.it.

I fondi d’investimento  raccolgono denaro tra una miriade di piccoli risparmiatori e lo investono in varie attività. Per potere puntare il proprio denaro sui mercati finanziari, è necessario aprire presso una banca un conto titoli, sul quale vanno pagate sia l’imposta di bollo al Fisco, sia le commissioni all’istituto medesimo.

Il guaio di questa fase è che le commissioni sempre più onerose delle banche vanno a discapito del rendimento netto già magrissimo dei clienti, visto che anche questi risentono negativamente dei bassissimi tassi di mercato. Sarebbe opportuno, chiaramente, legare le commissioni ai rendimenti effettivi, ma ciò implicherebbe per gli istituti non riuscire a coprire per questa via parte delle perdite accusate con la riduzione dei margini.

Dunque, i tassi negativi non soltanto riducono i rendimenti dei titoli acquistati dai risparmiatori, spingendoli verso classi di investimento più rischiose, come le azioni, ma fanno lievitare anche i costi diversi a loro carico, come le commissioni, appunto.

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