Pensione anticipata? Un quarto se la mangiano banche e assicurazioni

A
A
A
di Redazione 30 Settembre 2016 | 10:50

L’accordo tra governo e sindacati sulle pensioni, contiene un’incognita, scrive Repubblica.it. Un nodo non sciolto che ha rischiato di far deragliare l’intera trattativa: a chi garantire un’Ape gratuita. L’anticipo pensionistico di tre anni e sette mesi rispetto ai requisiti di legge – la possibilità di andare in pensione a 63 anni anziché 66 e 7 mesi per i nati tra il 1952 e il 1954 – è comunque costoso. Per quattro motivi:

– Primo: se esci prima, versi meno contributi.
– Secondo: il coefficiente di trasformazione (il numero che trasforma i contributi in pensione) si abbassa, perché inversamente proporzionale alla speranza di vita (si esce prima, si vive di più, la pensione cala).
– Terzo: la banca che anticipa il prestito (tramite Inps) deve essere remunerata con un interesse.
– Quarto: il prestito è coperto da un’assicurazione in caso di premorienza (gli eredi così non devono temere), ma il premio costa.

A parte i lavoratori che le aziende mettono fuori per ristrutturazioni o riorganizzazioni (accollandosi però anche il costo dell’Ape) e quelli che rientrano nell’Ape sociale, tutti gli altri – la stragrande maggioranza dei 350 mila potenziali italiani interessati all’Anticipo pensionistico – dovrà pagare di tasca propria la possibilità di ritirarsi sino a tre anni prima. Quanto? Secondo alcune simulazioni, come quelle di Progetica, anche un quarto del futuro assegno previdenziale (quello che si incassa dal compimento dei 66 anni e 7 mesi, il requisito di legge per andare in pensione). Con una postilla non da poco: la metà della futura rata andrà a ripagare banche e assicurazioni, dunque il sistema finanziario che di fatto rende fattibile l’intera operazione, altrimenti impossibile alla nostra finanza pubblica.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti