Al 10% o al 22%. La corretta aliquota Iva sulle bollette dei professionisti è al…

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di Redazione 25 Ottobre 2016 | 10:58

Secondo alcuni recenti chiarimenti in materia di imposizione del valore aggiunto sui contratti di fornitura dell’energia elettrica, se la risorsa viene acquistata mediante la propria partita Iva da un libero professionista o da un imprenditore individuale, e viene destinata (anche solo in parte) allo svolgimento dell’attività economica, non è possibile considerare la stessa come ad uso domestico.

Da quanto introduzione, ne consegue che deve essere domandata l’applicazione dell’aliquota Iva ordinaria del 22%, e non del 10%, sull’intera fornitura, e non solamente su quella che è utilizzata per la propria attività professionistica-imprenditoriale.

Di fatti, solamente sottoponendosi all’applicazione dell’aliquota Iva del 22% sarà poi possibile detrarne una parte, e dedurre una parte del costo, pari al 50% per i professionisti, e sulla base dei metri quadri «business» per le imprese. In altri termini, l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta del 10% presuppone un utilizzo esclusivo domestico dell’energia elettrica.

 

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