Tasse, a novembre verseremo 55 miliardi di euro

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di Redazione 7 Novembre 2016 | 15:18

Novembre mese delle tasse. Tra Iva, acconti Irpef, Irap, Ires, addizionali Irpef e ritenute di imposta a novembre, secondo quanto ha calcolato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’erario incasserà 55,3 miliardi di euro.

In particolare, la Cgia ha ricordato che in Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi) supera i 490 miliardi di euro l’anno. Tale cifra affluisce nelle casse dell’erario rispettando una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre e dicembre e i mesi di giugno e luglio. L’imposta più “impegnativa” da onorare entro questo mese sarà l’acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.): queste ultime pagheranno 14,6 miliardi di euro. L’Iva versata dai lavoratori autonomi e dalle imprese ammonterà a 12,8 miliardi di euro. I collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, “daranno” al fisco le ritenute per un importo di 11,5 miliardi di euro. L’acconto Irap, invece, costerà alle aziende ben 6 miliardi di euro, mentre le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l’addizionale regionale Irpef “peserà” in entrambi i casi 1 miliardo di euro.

Il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, ha spiegato: “Oltre all’eccessivo peso fiscale sul mondo delle imprese insiste un eccessivo numero di adempimenti burocratici che ostacola il lavoro di chi fa impresa. Secondo i dati pubblicati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la burocrazia costa al sistema delle Pmi italiane quasi 31 miliardi di euro all’anno. Sia chiaro, parte di quest’ultima è ineliminabile; tuttavia è necessario intervenire per rendere più semplice il rapporto tra la Pubblica amministrazione e le attività economiche”.

“A causa di un sistema fiscale ancora troppo frammentato nel nostro Paese sono necessari 30 giorni lavorativi per pagare le tasse” ha aggiunto Zabeo. “In altre parole, tra le code agli sportelli, il tempo perso per recarsi dal commercialista, per compilare moduli, registri e schede, le imprese italiane impiegano 240 ore all’anno per onorare gli impegni con il fisco. Nell’eurozona solo gli sloveni subiscono un disagio superiore al nostro”.

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