Le trappole dei broker del Forex e dei Cfd

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di Marco Muffato 25 Novembre 2016 | 13:21

Domanda. Una cliente mi sottopone un quesito assai complesso, per cui domando il vostro aiuto. Di recente ha aperto un conto presso un broker, precisamente la PrimeFX. Mentre operava all’improvviso ha visto azzerarsi tutte le posizioni in essere. Ha verificato l’esistenza di un’operazione impossibile da effettuarsi, vale a dire la vendita di 10 contratti sul Dax a 8.294,50 con riacquisto a 10.272,46 con una perdita di quasi 500mila euro. L’operazione è impossibile perché quel giorno il Dax non ha affatto toccato quei livelli. Sicura di un errore ha contattato il proprio consulente il quale non ha però più risposto. Un’altra persona le ha risposto che l’operazione era perfettamente regolare e da quel momento in avanti si ha il silenzio totale da parte di PrimeFX nonostante i mille tentativi di contatto. Cosa consigliate di fare?
M.E., Bologna

Risposta. Il racconto è purtroppo tipico di questi ultimi anni: si viene attratti da un banner pubblicitario su internet, o si riceve una telefonata con la quale l’incaricato di una sedicente società di trading, quasi sempre sul Forex o sui Cfd (contratti differenziali), invita ad aprire un conto con poche centinaia di euro. Molto spesso all’inizio si guadagna anche e guarda caso si viene invitati a depositare somme maggiori. Da quel momento iniziano i problemi. Quando va bene si perde solo il deposito iniziale, quando va male si perdono invece somme anche assai consistenti oppure si registra l’impossibilità di prelevare i guadagni. Agire contro questi broker è arduo, dato che sono spesso situati in paesi geograficamente e giuridicamente lontani. Paradigmatica in questo senso è la testimonianza dell’Aduc (leggi qui). PrimeFX è un marchio commerciale usato dalla Dgx System Limited che risiede nel Commonwealth of Dominica, ai Caraibi. I servizi di regolamento e di pagamento delle operazioni sono invece prestarti dalla scozzese LinkCM LP. Dgx System Limited non è presente nell’albo delle imprese di investimento tenuto dalla Consob. Anche se lo fosse, ciò non vorrebbe dire che si è immuni da giochetti di vario tipo o anche da vere e proprie truffe, dato che l’iscrizione all’albo è facilissima se si è autorizzati in un paese della Ue come Cipro, sede infatti di numerosissimi broker molto poco trasparenti.

Da notare come la newsletter “Consob Informa” n. 49/2015 del 28 dicembre 2015 abbia segnalato che le società Dgx System Ltd e Crlink Limited non sono autorizzate alla prestazione di servizi e attività di investimento in Italia secondo alcuna modalità e quindi anche attraverso il sito internet www.optioncm.com.Spesso i marchi commerciali cambiano proprio per non far apparire queste avvertenze delle Autorità di Vigilanza. Cosa fare? Anche se serve a poco è possibile presentare denuncia-querela nei confronti della società e dei commerciali italiani, i quali commettono abusivismo finanziario non essendo autorizzati nel nostro paese. Le possibilità di recupero delle somme dipendono da vari fattori da approfondire invece anche perché spesso queste aziende falliscono rendendo vana qualsiasi azione.

Il contratto tra cliente e Dgx System Limited prevede una clausola in cui le parti si impegnano a risolvere le controversie mediante una procedura arbitrale da tenersi presso la Camerca di Commercio Internazionale di Londra o di altro foro che sia di gradimento di entrambi (leggi qui). Portare la controparte davanti a un giudice italiano è assai complesso anche per questo motivo. Ci sono ulteriori complicazioni che l’avere a che fare con questi broker comportano, ovvero quelle di natura fiscale. I redditi generati, siano essi positivi o negativi, devono infatti essere inseriti in dichiarazione dei redditi, non essendo tali intermediari sostituti di imposta per il fisco italiano. Ancora: occorre compilare il modello RW di dichiarazione della consistenza di strumenti finanziari detenuti all’estero ed anche per assolvere agli obblighi relativi all’Ivafe, vale a dire l’imposta che corrisponde al bollo applicato in Italia su depositi e strumenti finanziari. Alla cliente del lettore suggeriamo pertanto di affidarsi a un’associazione di consumatori specializzate in una materia tanto complessa.

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