Rivoluzione fisco: niente più controlli e interrogatori a sorpresa

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di Redazione 23 Febbraio 2017 | 15:23

Bocciati i controlli e gli interrogatori a sorpresa del contribuente da parte dell’Agenzia delle Entrate. Lo stabilisce una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia 38/2/2017, basata anche su principi espressi in merito ai diritti del contribuente dalla Cassazione. Inoltre, se il contribuente, sotto pressione per l’interrogatorio degli ispettori del Fisco, risponde d’impulso e in modo frettoloso, le sue dichiarazioni non sono utilizzabili e l’accertamento che ne consegue non è valido.
Lo spiega il sito laleggepertutti.it in un commento alla sentenza.

Le informazioni carpite senza preavviso non potranno essere utilizzate anche qualora si tratti di notizie sensibili e utili al fine dell’accertamento, perché verrebbe violato il principio di buona fede che regola i rapporti fra Stato e cittadino. Il Fisco infatti deve rispettare sempre il diritto alla difesa del contribuente e il principio della buona fede.

Perchè le informazioni ottenute possano essere usate per l’accertamento – spiega laleggepertutti.it – è sempre necessario:

  • il preavviso al contribuente (gli inviti e le richieste devono essere fatti a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o notificati secondo un’altra modalità rituale);
  • la possibilità di farsi rappresentare da un terzo delegato (che è un diritto del contribuente e non una discrezionalità dell’ufficio);
  • la possibilità per il contribuente, a fronte delle richieste, di fornire risposte entro un termine non inferiore a 15 giorni.

Quindi nel momento in cui i verificatori pongono quesiti al contribuente, questi può legittimamente riservarsi di rispondere nei termini previsti dalla legge e generalmente non si prevedono mai meno di 15 giorni. Qualora le risposte fossero imprecise però, la responsabilità ricadrebbe direttamente sul contribuente, perchè il Fisco avrebbe rispettato i termini di legge nella richiesta preventiva di informazioni.

La richiesta di informazioni da parte del Fisco è naturalmente ammessa, per esempio sulla sua situazione economica, sul suo livello di reddito e sui pagamenti che ha effettuato.

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