Redditometro: occhio alla cilindrata dell’auto

A
A
A
di Daniel Settembre 21 Marzo 2017 | 09:29

Al Redditometro non sfugge nulla, nemmeno la cilindrata di un auto. Lo strumento nelle mani del Fisco ricalcola il reddito imponibile e, controllando le spese del contribuente, riesce a capire in che misura il reddito di ciascuno di noi può essere tassato. Tradotto significa che non conviene acquistare auto o case, se poi non si possono giustificare con i propri redditi.

Come spiega il sito La Legge Per Tutti, quindi, l’acquisto di un veicolo può incidere pesantemente ai fini della ricostruzione del reddito minimo presunto: ciò a causa dei pesi che sono attribuiti alle diverse autovetture in relazione ai cavalli fiscali, cioè alla cilindrata. Nell’ottica del Fisco, ciò che conta sono i cavalli fiscali (KW) della vostra auto o moto: la cilindrata, quindi, ma anche altri fattori come il tipo di alimentazione (se a benzina o a gasolio) o la tipologia di autoveicolo (campers o autocaravans o motocicli di cilindrata superiore ai 350 cc).

In passato, la lente del Fisco si concentrava sulle auto sopra i 21 cavalli fiscali, in quanto considerate auto di lusso con costi di acquisto e spese di manutenzione, assicurazione e bolli particolarmente elevati (un esempio può essere una Porsche Cayman) che implicavano necessariamente un alto reddito per chi le acquistava. Il nuovo redditometro (valevole dalle annualità di imposta 2011) pone l’accento sui KW confrontandoli con quelli medi attribuibili al nucleo familiare in base alla sua composizione e alla sua ubicazione sul territorio italiano: in altre parole, i nuovi indicatori per la comparazione fra le spese sostenute e i redditi percepiti tengono conto di una spesa media Istat relativa anche ai mezzi di trasporti del nucleo familiare, a sua volta raccolti in una tabella dei KW per zona geografica e tipologia familiare.

La casistica del redditometro valuta, aggiunge ancora La Legge Per Tutti, anche per l’automobile una serie di 55 tipologie familiari suddivise in 11 categorie base e in 5 aree geografiche. Questo significa che se il contribuente rientra, per esempio, nella categoria “Persona sola con meno di 35 anni” e risiede nel “Nord Ovest” la potenza media dei mezzi di trasporto del suo nucleo familiare è presumibilmente di 63,0 KW (85,6 CV). Se, invece, il nucleo familiare preso in considerazione dall’Agenzia è una “Coppia con due figli” abitante al “Centro” i KW medi salgono a quota 164,3 (223 CV).

Tra le altre voci che alimentano i moltiplicatori sono compresi nella lista sia i mezzi di trasporto comprati che quelli presi a noleggio, ma anche quelli acquistati per i figli. Nell’area di spesa rientra anche tutto ciò che riguarda: bollo di mezzi di trasporto, Rc auto, assicurazione per furto e incendio, pezzi di ricambio, olio, lubrificanti, carburanti, manutenzione (tutti questi dati vengono desunti da quanto dichiarato all’Anagrafe Tributaria). Verranno inserite in questa categoria anche le spese risultanti per tram, autobus, taxi e altri mezzi di trasporto pubblico in base alla spesa media Istat della tipologia del nucleo familiare.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Certificati: l’auto sbanda su chip e commodity ma tiene in Borsa

Mercati, auto: ecco le case favorite dagli incentivi negli Usa

Auto, ecco come crescerà la domanda mondiale

NEWSLETTER
Iscriviti
X