Occhio alla crisi Alitalia: quali sono i rischi per i viaggiatori

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di Redazione 26 Aprile 2017 | 15:02

Dopo che il documento firmato lo scorso 14 aprile al Mise dall’azienda e dai sindacati è stato respinto con il 67% dei voti contrari, per Alitalia si apre il commissariamento. In attesa di capire cosa accadrà alla compagnia, cerchiamo di capire cosa può succedere a chi viaggia.

Secondo quanto precisato dalla stessa compagnia aerea, il programma e l’operatività dei voli non subiranno modifiche. Ma spostando lo sguardo più avanti, anche solo di un paio di mesi, la situazione rischia di diventare molto più incerta. Ora è tutto da definire e non è possibile sapere con certezza se nei prossimi mesi ci saranno voli operativi o meno. Facendo delle ipotesi, come primo step potrebbero essere cancellati i voli della tarda mattinata e del primo pomeriggio, ossia quelli più difficili da riempire. Ma ogni variazione dovrebbe essere comunicata per tempo. Potrebbero, poi, essere tagliati i servizi che prevedono corsie preferenziali ai controlli di polizia e ospitalità gratuita in lounge riservate per chi ha un biglietto di business class o una tessera di frequent flyer Freccia Alata.

Per quanto riguarda la licenza, il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha fatto sapere che l’ente “è disponibile a lasciare il certificato di operatore aereo (Coa) all’Alitalia in attesa che nell’arco di un paio di giorni venga nominato il commissario, dopodiché la licenza verrà sospesa e al commissario, verificato che abbia a disposizione le risorse sufficienti, verrà concessa un’autorizzazione temporanea rinnovata mese per mese”. Sul futuro della compagnia, parlando al Tg3, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha detto: “La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla, è prematuro dirlo”. Calenda ha infine spiegato che non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione.

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